Non solo crociere turistiche. I viaggi in nave sono anche una sperimentazione architettonica e sociale. Racconto distopico di modelli, tipologie e offerte. Per tutti i gusti
È salpata il 3 ottobre del 2024, dal porto di Belfast la nave Villa Vie Odyssey, il primo vero esperimento di crociera residenziale destinata a chi ha deciso che vivere sulla terraferma, in un’abitazione convenzionale, non è più né conveniente né stimolante. E allora ha scelto di acquistare o affittare una villa sul mare, con tanto di oblò o di balcone e andarsene in giro per il mondo almeno per i prossimi 15 anni. Un modo per dire addio alla città, al traffico e a tutto il resto, convivendo solo con persone dagli interessi comuni.
La residenza galleggiante è il nuovo trend abitativo, che punta ad utilizzare scientemente il 71% della superficie del pianeta che come è noto è composta di acqua. Ma soprattutto perché volta definitivamente pagina sulle utopie urbane che ci hanno perseguitato durante il XX secolo. Dall’Unità di abitazione di Le Corbusier, ai quartieri utopia del movimento moderno che in Italia ebbero un certo successo tra gli anni Sessanta e Settanta. Addio bollette, addio vicini di casa e lavori di ristrutturazione infiniti, perché in realtà la Villa Vie Odissey è il tentativo, forse l’estremo, per liberarsi di una delle piaghe più aggressive ed asfissianti che affliggono l’uomo contemporaneo: il condominio.
Condominio che, specie se animato da pretese urbanistiche, scaturisce da un’ossessione tipica degli architetti: ricostruire in un unico edificio le dinamiche di una città. Nasce con le migliori intenzioni ma produce risultati devastanti. Peraltro già chiaramente profetizzati nel libro “Il condominio” di James Graham Ballard (del 1975) dove l’architetto Anthony Royal inserisce classi sociali, differenti in ordine ascendente di prestigio secondo i piani, all’interno della sua creatura, riservandosi per sé ovviamente il prestigio dell’attico. La convivenza genera guerre micidiali, consumate nelle parti comuni e negli ascensori, alimentate dall’unico sentimento vivo e crescente nella società contemporanea: l’intolleranza.
Tutto ciò accade per la disperazione degli architetti che sulla convivenza pacifica hanno scommesso da sempre e che ora si scoprono rovinosamente fallimentari nonché fatalmente inutili, scavalcati da una categoria di progettisti imprevedibilmente balzata agli onori della cronaca: quella degli ingegneri navali. Con la Villa Vie Odyssey, che separa chiaramente i ricchi dai poveri, si compie il primo passo verso il trionfo del settarismo abitativo tramite l’espediente della nave. Gli antropologi ne sono entusiasti e i modelli sono già numerosi.
Ad esempio partirà a breve dal porto di Miami la Moby dog la nave riservata ai proprietari di cani accompagnati dai loro animali, naturalmente. Mentre da Istanbul ha appena mollato gli ormeggi la Smoke on the water, la prima nave ad uso esclusivo dei fumatori. È già in giro per il mondo invece The crying la crociera per neo-genitori che continua a solcare gli oceani seguendo la crescita dei fanciulli, avendo cura di sbarcarli al raggiungimento degli 8 anni di età, quando potranno essere raccolti da Adrenaline la nave per i giovani che attraversano la pubertà.
Grande successo anche per il vascello Herbivore che ospita solo vegani, e per No carb cruise, la nave per i fanatici della palestra che possono trascorrere tutto il tempo ad allenarsi a bordo. Interessanti anche le navi Woman free ship e Dude free ship che accolgono solo uomini o donne etero single che vogliono restare tali. Esiste anche una crociera per chi soffre il mal di mare. L’imbarcazione chiamata The Safe resta ancorata stabilmente alle bitte nel porto, mentre il capitano ogni giorno annuncia che la partenza è stata rimandata al giorno successivo
Questo tipo di sperimentazione sociale non poteva sfuggire alla categoria dei virologi che in cambio di un giro intorno al mondo e di un corrispettivo giornaliero, accolgono sulle navi della società The Quarantine crocieristi disposti ad esporsi volontariamente a nuove forme virali per studiarne la trasmissione, l’eventuale mutazione e testarne i vaccini. Le missioni della flotta The Quarantine (circa 30 imbarcazioni) avvengono con reclutamenti clandestini e non sono tracciate dai radar. Previste escursioni in discariche, allevamenti contaminati, gabbie per uccelli eccetera. È qui che verranno testati la maggior parte dei medicinali che assumeremo. Nel caso un’epidemia a bordo diventasse incontrollabile si adotta la soluzione dell’inabissamento. Le cavie sono in genere ergastolani, collaboratori di giustizia, contribuenti compromessi con l’agenzia delle entrate o insospettabili disperatissimi professionisti.
Immagine di copertina: generata grazie all’Intelligenza artificiale (gemini.google.com, © Christian De Iuliis)





















