E non serve neppure il finestrino: tutto accade già prima di salire sul treno. Sì, perché se ancora non è tempo di viaggiare su convogli autoalimentati, a impatto ambientale zero, per le stazioni che li accolgono si registra invece un importante passo avanti. La nuova Torino Porta Susa, destinata a diventare il maggiore scalo cittadino, importante fermata della linea ad Alta velocità, sarà per il nostro paese il primo «fabbricato viaggiatori» autosufficiente, completamente alimentato grazie a pannelli fotovoltaici. La struttura, progettata dai francesi di Arep (Jean-Marie Duthilleul e Etienne Tricaud) e dagli architetti Silvio DAscia e Agostino Magnaghi, è caratterizzata da unimponente galleria in cristallo e acciaio, circa 400 m lungo lasse nord-sud, che ben si presta ad accogliere e sfruttare raggi solari. Più di 5 milioni di euro – quasi il 10% dellinvestimento complessivo di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) – vengono impiegati per realizzare un impianto fotovoltaico che conta su oltre 6.000 mq di superficie rivestita in pannelli al silicio, disposti su tutta la lunghezza della copertura e irradiati istantaneamente con lo stesso angolo dincidenza, senza influire sulla luminosità della galleria. Il totale della potenza installata sarà pari a 825 kWp (kilowatt di picco), per una produzione annua di ben 1.072.500 kWh; la stazione sarà divisa in aree, a ciascuna delle quali verranno collegati due inverter: un primo di elevate caratteristiche elettriche, e un secondo che funzionerà da riserva per sopperire a eventuali malfunzionamenti.
Due dei binari sotterranei sono operativi già da dicembre; ma a più di tre anni dallaggiudicazione dei lavori è stato completato meno del 20% dellopera e le complesse vicissitudini tecniche e legali nelle relazioni tra Rfi e gli appaltatori stanno mettendo a rischio la conclusione prevista del cantiere in tempo per lappuntamento del 150° anniversario dellUnità dItalia, nel 2011.
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