Gli interventi di recupero edilizio, ad oggi, raramente hanno generato sperimentazioni progettuali dal punto di vista della sostenibilità ambientale convincenti e soprattutto replicabili; infatti, a fronte di efficaci e recenti interventi di nuova realizzazione chiaramente ispirati a un approccio sostenibile, non sono molti e soprattutto significativi, gli esempi di recupero sostenibile, in Italia e nel resto dEuropa. La politica degli interventi è spesso focalizzata su un approccio quasi esclusivamente di tipo bioclimatico. In alcuni progetti per la riqualificazione di quartieri residenziali possiamo però trovare diversi elementi innovativi che li caratterizzano in chiave ambientale. Francia, Germania e Danimarca hanno saputo sviluppare una nuova politica integrata di recupero dimostrando che le semplici operazioni di ripristino degli aspetti tecnici e funzionali degli edifici in chiave di risparmio energetico, e la realizzazione di operazioni di «lifting» delle facciate, se non sono accompagnate dallattivazione di adeguati programmi di riqualificazione a più ampio respiro non sono da soli sufficienti a far fronte alla soluzione del problema del recupero in edilizia così come oggi auspicato. Il riferimento è a interventi come quelli realizzati allinterno dei programmi finanziati dallUnione europea quali lHQe2R nellambito di «Energy, Environment and Sustainable Development», finalizzato alla definizione di un metodo per orientare i progetti di recupero edilizio e urbanistico verso soluzioni volte a un miglioramento della qualità della vita (un esempio per tutti, la riqualificazione degli edifici nel quartiere Bon Pastor, nel distretto di Sant Andrei a Barcellona, dove alla qualità urbana, sociale e architettonica si è affiancata la qualità ambientale con interventi per il risparmio delle risorse e la diminuzione delle emissioni di CO2), oppure quelli realizzati nellambito del programma Intelligent Energy Europe (iee), sempre finanziato dalla Comunità Europea, per la promozione dellefficienza energetica che ha avviato 20 progetti relativi alla riqualificazione energetica dellalloggio sociale, come ad esempio il recente SuRE-Fit (Sustainable Roof Extension Retrofit for High-Rise Social Housing in Europe, 2008) in cui si prevede la partecipazione dellItalia con il complesso residenziale «Le Navi» a Firenze. In questo progetto (che dovrebbe partire nel 2010) verranno utilizzate tecnologie che prevedono luso di fonti rinnovabili di energia Res (Renewable Energy Sources) in copertura, la creazione di nuovi volumi con funzioni più ampie (isolamento, nuovi alloggi, accessibilità, servizi comuni, ecc).
Proprio nellambito delledilizia residenziale sociale si sono concentrati alcuni interventi di recupero (avviati e finanziati congiuntamente da autorità pubbliche ed enti di gestione) che hanno avuto effetti sia sul piano ambientale sia su quello sociale: a Friburgo, a Edimburgo e in particolare a Mannheim, dove, grazie anche alla collaborazione degli inquilini, che hanno ripulito il quartiere e aiutato a installare dispositivi per il risparmio energetico, sono state riqualificate 400 abitazioni in unarea degradata (chiamata in precedenza Little Chicago). Anche nei nuovi Stati membri, dove maggiormente si ravvisano problemi di inadeguatezza del patrimonio abitativo esistente, si stanno portando avanti interessanti interventi di recupero. A Sofia, in Bulgaria, grazie a un progetto di cooperazione con lente per ledilizia sociale di Rotterdam che ha fornito il know-how, è stata creata unefficace metodologia dintervento per il recupero di interi condomini che hanno ricevuto il certificato Classe A per lefficienza energetica. Il complesso processo edilizio di recupero integrato agli aspetti di edilizia sostenibile, oltre a soddisfare il fattore energetico, bioclimatico e ambientale, deve quindi tenere conto anche degli aspetti sociali, economici, nonché di quelli politici; tale controllo richiede una gestione strategica (progettazione, costruzione, gestione e manutenzione) dellintero processo edilizio, diverso da quello convenzionale, tale da realizzare unedilizia dalla qualità complessiva, in cui la piena riqualificazione implica non solo limpatto degli edifici sulle sole risorse ambientali (spazio, materiali ed energia), ma sullimmagine e sulla struttura sociale delle nostre città nella loro globalità.
(Visited 698 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Elogio della verticalità. Perché i Tall Buildings servono 5 Giugno 2026
- Città (s)travolte: il fenomeno Airbnb in 5 numeri 4 Giugno 2026
- Narrare le città di oggi: politica e gratuità, fragilità e paure 3 Giugno 2026
- Roma Design Experience 2026: ISIA traccia le geografie del progetto 3 Giugno 2026
- Andrea Bruno e le “Possibili Torino”: il restauro come atto critico 3 Giugno 2026
- Jose Luis Vallejo: ricercare, rigenerare, rinaturalizzare 2 Giugno 2026
- Ottant’anni di vitalità. L’architettura italiana si celebra al Maxxi 31 Maggio 2026
- Il lavoro nuovo della Badoni di Lecco: officina di comunità 31 Maggio 2026
- In Scozia il giardino più bello: arte e austerità architettonica 29 Maggio 2026
- Alessandro Panci: qualità, specializzazioni e nuova legge urbanistica 26 Maggio 2026
- Marta Vall-llossera: gli architetti guideranno il cambiamento 26 Maggio 2026
- Anne Speicher: ridurre, riutilizzare, collegare 26 Maggio 2026
- Come progettare un angolo di benessere e decompressione negli spazi domestici 26 Maggio 2026
- Come Airbnb ridisegna le città italiane 25 Maggio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















