Nello scenario attuale dellarchitettura nazionale e internazionale sembrano potersi leggere tre principali tendenze nelluso del laterizio: la prima, minoritaria, riguarda limpiego massivo e strutturale del materiale tipico dellordine murario; la seconda, maggioritaria sul piano quantitativo, lavora sullidea della simulazione del muro, dunque sul rivestimento a spessore autoportante; la terza, emergente e più innovativa, punta a «reinventare» morfologicamente luso del materiale attraverso involucri sottili fissati alle strutture portanti mediante dispositivi meccanici.
La costruzione pesante si ricollega al tema della muratura a grosso spessore qual è quella dei muri monostrato (formati unicamente da mattoni) o dei muri compositi (nella fattispecie, muri a sacco armati). Un tentativo di aggiornamento progettuale di questa modalità si rivolge alla rivalorizzazione della concezione di ascendenza romana dellopus testaceum. La muratura a sacco moderna, con doppia cortina di mattoni e getto interno di calcestruzzo armato, costituisce una struttura composita, aperta a nuove ricerche formali, svincolata dalle regole costruttive che per secoli hanno dettato la logica e i ritmi della composizione murale, quali la regolarità e la serrata organizzazione cellulare, la continuità delle pareti, la limitata foratura dei muri per la creazione delle aperture. A riattivare in epoca recente questa tecnologia troviamo alcune figure centrali della stagione architettonica contemporanea: Rafael Moneo, Michael Hopkins, Massimo Carmassi. Dopo il superbo Museo di arte romana a Merida (1986), Moneo ha indirizzato lopera successiva verso un uso ampio e diversificato del mattone a vista, come nella stazione Atocha a Madrid (1992) o nel recente ampliamento del Museo del Prado a Madrid (2007). Carmassi ha proseguito la sperimentazione con continuità attraverso numerosissime opere, insistendo sulla complessità degli impianti spaziali, sul perfezionamento tecnologico delle murature che, conservando quellunità tra forma e struttura tipica dei muri portanti monostrato, garantisce la permanenza di un impianto forte sul piano morfologico.
La prassi contemporanea più diffusa connessa alluso del laterizio è quella che «veste dallesterno» larchitettura, ormai strutturalmente dipendente da dispositivi a telaio in calcestruzzo armato. Il rivestimento in forma di parete-cortina conferisce idonee prestazioni nel campo dellisolamento termo-acustico e funge da elemento di caratterizzazione architettonica conservando qualcosa della massa, del peso visivo, dellarchitettura del passato. Si tratta di una modalità di impiego del mattone ampiamente diffusa in tutti i paesi europei che alimenta la ricerca progettuale di molti architetti contemporanei. Rimangono costanti e immutati gli elementi in laterizio (mattoni) come pure i criteri di montaggio (posa in umido) e di logica connettiva (stratificazione e concatenamento). In alcune soluzioni architettoniche si può leggere la stratigrafia di rivestimenti omogenei e continui in simulazione del muro, in altre si assiste alla crescita discontinua di reticoli strutturali, tamponamenti e/o riempimenti riportati. Un mirabile esempio di reinterpretazione di tale tema è stato recentemente proposto da Peter Zumthor nel Kolumba Museum di Colonia (2007), dove alle regole murarie convenzionali viene aggiunta uninedita e suggestiva scrittura parietale in forma di schermatura filtrante (ottenuta attraverso laterizi di formato speciale) con ruolo bioclimatico e di caratterizzazione luministica degli interni.
A fronte del rivestimento a spessore autoportante in mattoni vi è, invece, un modo del tutto nuovo di intendere linvolucro architettonico in laterizio, attraverso il quale, sulla scia della fortunata sperimentazione di Renzo Piano, lo si innova morfologicamente e tecnologicamente, sorreggendolo mediante fissaggi metallici, riducendolo in spessore, assegnandogli un ruolo di scudo montato «a secco». Allinterno di questa nuova concezione, linnovazione di prodotto e di esito architettonico si coniuga con linnovazione esecutiva, trasferendo anche nel cantiere logiche e metodiche di montaggio seriale di tipo industriale. Nel trattamento morfologico dei rivestimenti sottili il vocabolario e la sintassi non sono più quelli della figurazione murale con i suoi caratteri costruttivi di pesantezza e di massa. I nuovi dispositivi sottolineano al contrario la disgiunzione degli elementi in laterizio partecipi alla definizione dellinvolucro protettivo. Si assiste, nel complesso delle esperienze attuali, a una maggiore linearizzazione di disegno del rivestimento, dove la geometria compositiva, la leggerezza (conferita dalla discontinuità delle trame materiche) esprimono il livello di rottura con la tradizione muraria aprendo il materiale a nuovi orizzonti applicativi. Linvolucro innovato è un sottile strato di laterizio rosso indipendente dalla struttura portante, la cui caratterizzazione è affidata spesso a forme plastiche e tridimensionali degli elementi in argilla cotta.
Dopo venti secoli di storia applicativa, questo materiale storico dellarchitettura dimostra dunque una vitalità inesauribile che lo rende indubbiamente attuale.
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