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Laura MilanScritto da: • Progetti

Casalecchio di Reno: il paesaggio come infrastruttura urbana

Casalecchio di Reno: il paesaggio come infrastruttura urbana

Vivere infrastrutture verdi di qualità alla Croce, riqualificazione pubblica, Casalecchio di Reno, Bologna (PAMPA- Progetto Ambiente Paesaggio, 2024 e 2026)

Dalla riqualificazione di una piazza di quartiere alla costruzione di un sistema di infrastrutture verdi e blu. PAMPA Studio ha lavorato su suolo, acqua, vegetazione e mobilità per trasformare il quartiere Croce

 

CASALECCHIO DI RENO (BOLOGNA). La trasformazione del quartiere Croce inizia da una piazza. Piazza Zampieri, oggetto di un primo intervento concluso nel 2024, è diventata il laboratorio di una strategia che ha messo in relazione strade, parcheggi, alberature, percorsi ciclopedonali e parco pubblico, punto di partenza di un ampio progetto di rigenerazione urbana che tra 2025 e 2026 si è esteso al parco dell’ex Galoppatoio, al vialetto ciclopedonale Baldo Sauro e alla viabilità del comparto.

Il progetto, “Vivere infrastrutture verdi di qualità alla Croce”, è stato inaugurato a luglio e ha interessato circa 23.000 mq, con un investimento di 1,94 milioni di euro, di cui 1,5 milioni finanziati dal Programma regionale FESR 2021-2027.

A firmare il masterplan, elaborato nel 2022 secondo i principi della Sustainable Sites Initiative (SITES), è PAMPA – Progetto Ambiente Paesaggio, studio multidisciplinare fondato dall’architetto paesaggista e agronomo Filippo Piva, il cui lavoro si muove tra architettura del paesaggio, progettazione dello spazio pubblico, pianificazione ambientale e gestione delle componenti vegetali e naturali. Alla Croce questa impostazione assume una dimensione eminentemente urbana: il paesaggio non viene aggiunto alla città, ma utilizzato per modificarne il funzionamento attraverso la riduzione delle superfici impermeabili, la gestione locale delle acque meteoriche, l’aumento della biodiversità e dell’ombreggiamento, il miglioramento dell’accessibilità e della mobilità sostenibile.

Punto di partenza è stato un percorso partecipativo con i cittadini, che ha fatto emergere criticità concrete: alberature in condizioni non idonee, apparati radicali compressi da asfalto e cemento, parcheggi troppo vicini ai fusti, pavimentazioni sconnesse, percorsi spontanei nel parco e problemi di accessibilità. Le indicazioni sono state quindi tradotte nel masterplan e negli obiettivi progettuali.

 

Una piazza costruita intorno all’acqua

Il progetto parte da una condizione ordinaria: uno spazio fortemente occupato dalla sosta delle automobili, nel quale la componente pedonale e quella verde erano subordinate alla funzione viaria. La riqualificazione ha ridefinito la distribuzione degli spazi di sosta, introdotto il senso unico in via Guercino e concentrato al centro della piazza una nuova area pedonale, con pavimentazione drenante, aiuole e spazi per la socialità.

Ma il progetto più importante si sviluppa sotto il livello di una piazza che diventa spazio pubblico e infrastruttura idraulica. La conformazione dello spazio convoglia le acque meteoriche verso il centro, dove il Rain Garden intercetta l’acqua e la fa penetrare nel terreno diventando  parte di un dispositivo di drenaggio urbano che ne convoglia una parte verso una vasca di recupero destinata all’irrigazione e indirizzando la quota eccedente alla rete fognaria.

 

Dalla piazza al sistema del quartiere

La seconda fase amplia questa logica, integrando aiuole, alberature, pavimentazioni drenanti, protezioni dei fusti, parcheggi e servizi. Il progetto interviene sul parco dell’ex Galoppatoio, sul vialetto Baldo Sauro e su parte della viabilità della Croce. Qui il tema della permeabilità diventa ancora più esplicito: vengono eliminati oltre 2.200 mq di superfici impermeabili, realizzati circa 1.700 mq di percorsi, messi a dimora oltre 4.000 arbusti ed erbacee perenni e 36 nuovi alberi scelti considerando portamento, dimensioni, condizioni pedoclimatiche e servizi ecosistemici con l’obiettivo di aumentare ombreggiamento ed evapotraspirazione in estate e favorire la biodiversità.

Nuove aree di sosta, illuminate e accessibili, si affiancano a una zona per il calisthenics. Nel parco gli alberi non idonei vengono sostituiti e la componente arbustiva viene ampliata, con l’obiettivo di aumentare la biodiversità e la capacità del verde di produrre benefici ecosistemici. Il sistema dei rain garden estende inoltre al parco la strategia di gestione sostenibile delle acque già sperimentata nella piazza.

Anche la strada entra nel progetto di paesaggio. Via del Francia, via Albani, via Carracci e parte di via Zampieri sono interessate dalla rimozione di superfici impermeabili, dalla riorganizzazione della sosta, dalla riqualificazione delle carreggiate e dall’eliminazione delle barriere architettoniche. La mobilità dolce viene rafforzata attraverso la continuità dei percorsi ciclopedonali e la riduzione della velocità veicolare.

 

Una trasformazione senza nuova edificazione

Letto nel suo insieme, il progetto riesce a trasformare una parte di città esistente lavorando sulle prestazioni del suolo. Non ci sono nuovi edifici a definire una rigenerazione costruita su acqua, vegetazione, pavimentazioni, percorsi e dispositivi di drenaggio.

La sostenibilità passa anche dalla scelta dei materiali. Il cemento drenante sostituisce l’asfalto nei percorsi ciclabili; il calcestre, fornito da stabilimenti locali, viene utilizzato per i percorsi pedonali del parco; gli stalli sono realizzati con masselli drenanti ad alta permeabilità. Le tonalità chiare dei masselli aumentano inoltre l’albedo e contribuiscono alla mitigazione dell’isola di calore.

Il bilancio quantitativo comprende 2.230 mq di superfici impermeabili ridotte, 770 mq di nuove pavimentazioni drenanti e 2.750 mq di nuovi arbusti e fiori, oltre alla vasca di accumulo da 30 mq.

Alla Croce, dunque, la rigenerazione non coincide con la costruzione di nuovi edifici, ma con la capacità di far funzionare diversamente quelli esistenti: il verde diventa ombra e habitat, il suolo assorbe, le pavimentazioni drenano e l’acqua viene trattenuta e riutilizzata. Il progetto di paesaggio diventa così, nello stesso tempo, progetto dello spazio pubblico, infrastruttura climatica e dispositivo di mobilità.

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Last modified: 28 Settembre 2026
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