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Laura MilanScritto da: Mosaico Progetti

Luci d’Olanda per la nuova GAM

Luci d’Olanda per la nuova GAM
Svelato il progetto che si è aggiudicato il concorso per la valorizzazione della Galleria d’Arte Moderna. Vince MVRDV (con Balance): Torino sceglie ancora un nome internazionale per riqualificare un pezzo pregiato del suo patrimonio urbano

 

TORINO. A 6 mesi dall’annuncio degli esiti, avvenuto il 20 dicembre praticamente senza progettisti e senza progetti, è stato finalmente presentato, in una caldissima mattina di inizio estate dentro un altrettanto caldo foyer del Teatro Regio di Carlo Mollino, il progetto vincitore del Concorso internazionale di progettazione per il Piano di riqualificazione, rilancio e valorizzazione della GAM, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, elaborato dal gruppo guidato dagli olandesi MVRDV, presente Winy Maas, e comprendente i torinesi Balance Architettura, con Alberto Lessan e Jacopo Bracco, ed EP&S Group, con Elena Bo.

Il concorso, in due fasi, era stato promosso ad aprile 2025 da Fondazione Torino Musei e Compagnia di San Paolo, in collaborazione con la Città di Torino e con il supporto della Fondazione per l’architettura, mediante la piattaforma concorsi dell’Ordine degli Architetti di Bologna, Archibo, con la chiusura della prima fase, e individuazione dei 5 finalisti, ad agosto.

 

Si vince sottoterra

Aperto, ibrido, modulare. Ampliato, permeabile e luminoso. Il progetto vincitore, selezionato per la sua “capacità di affrontare la riqualificazione come riscrittura sensibile e critica dell’edificio e della sua relazione con la città”, punta a ridefinire immagine e funzionamento di un museo inaugurato nel 1959, realizzato a seguito del concorso vinto da Carlo Bassi e Goffredo Boschetti per un edificio che avrebbe preso il posto delle macerie del complesso ottocentesco distrutto dai bombardamenti.

Tra il rinnovamento degli spazi interni ed esterni, gli adeguamenti tecnologici, l’efficientamento e la complessa partita della sostenibilità, affidati alla società torinese EP&S Group, la proposta si concentra, e vince, lavorando su alcuni temi principali.

Il primo riguarda le modalità di incremento delle superfici espositive. In un museo che mette in mostra appena il 2% delle proprie collezioni, l’ampliamento è ottenuto attraverso una forte riorganizzazione dei livelli interni e, soprattutto, con la rifunzionalizzazione del piano interrato. Finora destinato a impianti e depositi, questo livello assume un ruolo centrale grazie a un intervento che lo recupera e lo rende accessibile, trasformandolo, seguendo il modello del Public Art Depot di Rotterdam, in un deposito vivente, uno spazio di conservazione ed esposizione che, da solo, aggiunge quasi 2.000 metri quadrati di superficie fruibile, caratterizzata dall’apporto di luce naturale.

In superficie, il nuovo solaio, perforato da una regolare griglia di lucernari, dà forma alla Diagonale di luce, un percorso pedonale che attraversa l’edificio, collega gli spazi pubblici e introduce illuminazione zenitale fino al livello interrato, diventando, grazie alla gestione della luce naturale e artificiale, anche un nuovo segno distintivo e identitario della GAM rinnovata.

 

Flessibilità e rapporto con la città

Il ripristino dei lucernari previsti dal progetto originario, e successivamente chiusi, e le aperture restituiscono un ruolo centrale alla luce naturale, ponendo al tempo stesso una significativa sfida per un complesso museale che lavora per ottenere la certificazione LEED.

Un terzo tema riguarda il rinnovato rapporto con la città. L’attuale hortus conclusus viene trasformato in una piazza pubblica che si estende fin dentro l’edificio, al cui piano terra viene aperta una porzione di quasi 500 mq, mentre il ridisegno dei giardini rafforza la continuità tra museo e spazio urbano.

Infine, la flessibilità distributiva e funzionale. Il piano terra ospiterà, oltre agli spazi di accoglienza, un’area didattica, un ambiente polifunzionale concepito come centro civico e un ristorante con ingresso indipendente. L’auditorium, anch’esso autonomo, sarà destinato a performance, incontri e attività culturali. Ai livelli superiori troveranno posto collezioni permanenti e mostre temporanee, organizzate con sistemi espositivi facilmente riconfigurabili, grazie anche all’introduzione di binari che consentiranno un allestimento dinamico di opere appese.

Ancora incerti i tempi di conclusione dei lavori, con un cantiere in avvio tra 2026 e 2027 e portato avanti per fasi.

I finalisti

Internazionale e di altissimo livello è la rosa dei finalisti, selezionati tra i 49 gruppi di progettazione partecipanti valutati nella prima fase concorsuale in base a curriculum, titoli ed esperienza professionale e poi affidati, con le loro proposte progettuali, a una giuria composta dal presidente di Compagnia di San Paolo Marco Gilli, dall’attuale direttore della Fondation Cartier pour l’Art Contemporain di Parigi Chris Dercon, dall’ingegnere Marco Filippi, dall’architetta Francesca Torzo e dalla direttrice del Servizio Tutela del patrimonio storico artistico e architettonico presso la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio del MiC Esmeralda Valente.

Difficile capire meglio dalla mostra aperta al piano terra della GAM le proposte elaborate dai gruppi guidati da Kengo Kuma, Guillermo Vázquez Consuegra, Mario Cucinella e ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel, illustrate da brevi testi e pochi render. Per gli interessati, tutti gli elaborati sono tuttavia disponibili sul sito della piattaforma concorsiarchibo.

 

Una città che si muove (di nuovo)

Nonostante la comunicazione in due tempi, un annuncio in chiusura dell’anno di ricandidatura del sindaco Stefano Lorusso e la presentazione, il concorso per il rinnovamento della GAM aggiunge un importante tassello al mosaico di una città che sta ricominciando a muoversi, richiamando con procedure concorsuali internazionali studi di primissimo piano, impegnandoli nel ridisegno di edifici importanti e centrali parti di città.

L’Olanda, con il gruppo guidato da OMA vincitore dell’Egizio e, ora, con quello di MVRDV della GAM, sta conquistando una città che, compiuto il primo importante passo sul percorso del nuovo PRG, lavora anche sulla Cavallerizza Reale con CZA e Lacaton & Vassal, sulla Manifattura Tabacchi con il gruppo Eutropia Architettura, e sta portando a compimento, grazie soprattutto ai fondi PNRR, il cantiere della nuova biblioteca civica nel complesso di Torino Esposizioni, su progetto che per la parte architettonica vede in prima fila Rafael Moneo e Isolarchitetti.

Non sfugge tuttavia il ruolo sempre più ancillare delle istituzioni pubbliche, l’amministrazione comunale in primis, ormai depauperate e prive di influenza e capacità rappresentativa: Compagnia di San Paolo, che finanzia la realizzazione il progetto GAM con 27,5 milioni di euro e ha dichiarato attraverso il suo presidente la disponibilità a ulteriore supporto, è oggi il principale motore, insieme a pochi altri, a cui sono delegate le trasformazioni più innovative e i più importanti processi di rinnovamento urbano.

 

Per approfondire

I 5 finalisti:

  • MVRDV, Balance Architettura, EP&S Group
  • Kengo Kuma & Associates, RAA Ralph Appelbaum Associates, VDLA Vladimir Djurovic Landscape Architecture, arch. Sonia Beatrice Calzoni, Deerns Italia spa, CEAS srl, arch. Vincenzo Incardona, arch. Anass Faid, arch. Tommaso Mazzega, arch. Francesco Patetta
  • Guillermo Vázquez Consuegra Arquitecto SLP, PROAP – Estudos e Projectos de Arquitectura Paisagista, GTRF, Tortelli Frassoni Architetti Associati, SEINGIM Global Service srl, 3ti Progetti Italia Ingegneria Integrata spa, Diapason Ingegneria srl, geol. Marco Giovannozzi, ing. Alessandro Zichi
  • MCA – Mario Cucinella Architects, Dotdotdot, A. Biglia, Gae Engineering, Manens, Buromilan, Wau Architetti
  • ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel, DBA, Land, Metis Lighting, Artcloud Network International, Fionda, arch. Alberto Artioli, arch. Beatrice Zanelli

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Tag: , , , , , Last modified: 1 Luglio 2026