Disegni, modelli, fotografie, oggetti e pubblicazioni. Un metodo progettuale in mostra a Milano con la ricerca multidisciplinare e sperimentale dello studio bergamasco di Francesco Ginoulhiac e Teresa Arslan. Tra architettura, design e cultura visiva
MILANO. Rivedere la copertina di “Educazione grafica e tecnica al disegno edile. Per le Scuole superiori” di Minerva Italica fra i manuali esposti alla mostra “Atlante Ginoulhiac. Modus Operandi” è stato un tuffo nel passato quando, negli anni del liceo, il cognome dell’autore era così famigliare.
La mostra al Casva di Milano, che rimarrà aperta fino al 31 agosto, rappresenta, credo per molti, la scoperta della coppia di architetti Francesco Ginoulhiac (Napoli 1935 – Bergamo 2006) e Teresa Arslan (Bolzano 1934) che dagli anni Sessanta, per oltre 30 anni, hanno arricchito il panorama architettonico con le loro opere, sperimentazioni e ricerche. Il loro archivio professionale, insieme a quelli di altri 43 architetti, progettisti e designer attivi anche e soprattutto in ambito lombardo come Vittorio Gregotti ed Enzo Mari, è custodito a Milano proprio al Centro di Alti Studi sulle Arti Visive.
Progetti e non solo
Il filo conduttore lo traccia proprio il figlio Marco in collaborazione con Ana Neiva, i curatori, entrambi professori alla Facoltà di Architettura dell’Università di Porto, che in 6 sezioni concentra il ricco patrimonio di disegni, schizzi, maquette, testi, campionature, sculture, fotografie e anche gioielli conservati nell’archivio dell’istituzione milanese: in tutto 77 progetti che abbracciano architettura, tecnologia, editoria e varie discipline del design, ideati e realizzati tra il 1960 e il 1977.
Una mostra ben congegnata, pur nella semplicità del sistema espositivo, che all’inizio del percorso presenta il lavoro dello studio pubblicato sulle maggiori riviste specializzate, utilizza come supporto di disegni e foto i casseri per il getto del cemento armato di Casa Brevi e poi svela, all’interno della bacheca dedicata ai Microcosmi, quanto anche i gioielli di Teresa Arslan facessero parte del mondo materiale e sperimentale dello studio.
Dal tabellone cronologico si dipana la mappa di sviluppo dei vari elaborati progettuali alternati a sculture, fotografie in bianco e nero, grafica ed elementi d’arredo in scala 1:1. È una prima testimonianza dei tanti mezzi espressivi esplorati, inventati e perfezionati dai Ginoulhiac.
Tante sezioni, una passione: le architetture in movimento
Il Nuovo Teatro Comunale di Cagliari, vincitore di concorso nel 1964, segna il debutto sulla scena architettonica nazionale della loro visione progettuale strettamente connessa allo spazio pubblico. Una presenza scultorea che riscatta la periferia della città sarda dandole una nuova centralità.
Ampiamente rappresentata, con 14 progetti, non tutti realizzati, è la sezione dedicata alla Casa. La dimensione domestica, soprattutto delle ville unifamiliari, è l’ambito in cui prende forza una grammatica unica giocata sulla composizione di volumi geometrici che seguono l’orografia del luogo poi trasferita ad altri programmi e oggetti.
La Città è la sezione che allarga lo sguardo sulla vastità della loro ricerca progettuale con edifici di varie tipologie, ma anche giardini, costantemente integrati nello spazio pubblico. I vincoli normativi, economici o urbani diventano occasione di sperimentazione e indagine tipologica e formale. L’abitare statico è alternato a quello “in movimento” di veicoli e case mobili, vera passione dei due architetti, poi sfociata nella realizzazione di molti modelli e versioni di caravan con una forte definizione plastica dell’involucro e un’organizzazione minuziosa degli interni.
Rifrazioni raccoglie in più bacheche l’attività artistica ed editoriale: immagini, oggetti e testi, libri, manuali, fotografie, sculture che diventano poi modelli per la loro architettura, fotografie a dimostrazione dell’ampio e inaspettato campo di sperimentazione visiva, culturale e materiale che rende ancora attuale il loro modo di concepire e affrontare la pratica progettuale.
Immagine di copertina: mostra “Atlante Ginoulhiac. Modus Operandi”, Casva, Milano, 2026 (© Alessandro Morelli)
“Atlante Ginoulhiac. Modus Operandi”
fino al 31 agosto 2026
Casva, via Isernia 5, Milano
A cura di: Marco Ginoulhianc e Ana Neiva
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