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Scritto da: Design

Istanbul vuole diventare la capitale d’Oriente del design

Istanbul vuole diventare la capitale d’Oriente del design

Istanbul. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un proliferare di biennali di design in tutta Europa. Ad allargare questa geografia, si accendono i riflettori sulla prima edizione in programma a Istanbul e promossa dall’Istanbul Foundation for Culture and Arts (Iksv).
Le aspettative sono alte, soprattutto dopo le delusioni degli ultimi «Design Week», che evidenziano ancora un’acerba diffusione delle discipline del progetto in Turchia. Un virtuoso ritardo di duchampiana memoria? O piuttosto una frizione che sgretola il tanto amato, quanto superato, stereotipo di essere la Roma o la New York d’Oriente? Istanbul ci può insegnare qualcosa di nuovo? Domande in fieri, perché nell’accelerazione delle trasformazioni che stanno cambiando il volto della città ci si accorge che probabilmente questa apparente «lacuna» ci può permettere, come suggerisce Deyan Sudjic, di leggere la città come un groviglio di micro-processi informali che determinano il suo carattere indefinito e affascinante, tanto da divenirne la fonte d’ispirazione del tema di questa Biennale: «Imperfezione», kusurluluk, in turco.
Già nel 2005 Saskia Sassen sottolineava (nel catalogo della IX Biennale di Istanbul, dal titolo «Art, City and Politics in an Expanding World») come nella capitale turca il design potesse assumere il ruolo di «narratore» e avere una funzione d’intermediazione culturale, aggiungere valore al contesto esistente e attivare lo sviluppo economico. Così, nell’arco dell’ultimo biennio, con tenacia, Özlem Yalim Özkarao?glu, ideatrice e direttrice di questa Biennale, si è impegnata a dar vita a numerose iniziative: discussioni, laboratori, progetti, al fine di preparare gli addetti ai lavori, ma soprattutto i cittadini, all’avvicinarsi della sua apertura. L’ambizione è di mettere a punto un evento poliedrico e accompagnare i visitatori in un percorso che evidenzi le potenzialità del design, inteso come processo per l’innovazione sociale della città.
I 514 progetti selezionati dai due curatori, l’architetto Emre Arolat e il direttore di «Domus» Joseph Grima, sulla base del tema suggerito da Sudjic, direttore del Design Museum di Londra, esploreranno tutte le aree disciplinari delle industrie creative e saranno articolati in due differenti approcci. Il frame curatoriale adottato da Arolat per la sua mostra «Musibet: the Aestheticization of Context and Anti-context in Design along the Axis of the Grand Transformation», che si terrà all’Istanbul Museum of Modern Art, pone un duplice interrogativo. Da un lato, come le trasformazioni a scala urbana generino crescenti tensioni sociali; dall’altro, come le nuove tecnologie e l’industria della moda incidano sulla progettazione architettonica.
Mentre «Adhocracy, the Opposite of Bureaucracy», a cura di Grima, presso la scuola greca elementare di Galata, avrà una struttura dinamica che cercherà di evidenziare quei progetti, per lo più autoprodotti, che sovvertono l’iter lento e burocratizzato della produzione seriale, con la finalità di restituire il nuovo scenario che si sta delineando nel cambiamento del tradizionale rapporto tra designer, utenti e aziende produttrici. Parte dell’approccio curatoriale di Grima è anche il giornale on the road «The New City Reader», lanciato in maggio (nonché disponibile on-line), nel quale ogni numero affronta i temi citati da diverse angolazioni.
Altra azione pregnante di questa Biennale è il focus sull’aspetto educativo. Infatti, con l’Academy Program, 74 dipartimenti delle Università di Istanbul (Bilgi, Ueditepe, Kadis Has, Mimar Sinan, Yildiz, Itu, Marmara, solo per citarne alcune), Ankara, Kocaeli, Eski?ehir e Izmir effettueranno workshop i cui risultati verranno esposti in diversi luoghi della città. E ancora: «Salon/», un’iniziativa pensata per consolidare il dialogo tra arte, design e moda, tra Istanbul e Amsterdam; proiezioni di film, design-walks e tour. Insomma l’appuntamento è per il 13 ottobre, mentre idealmente sentiamo «la voce di Istanbul» di Gündüz Vassaf, bisbigliare: «Sono una sfida per quelli che leggono il futuro nel mio passato e un ostacolo per quelli che vedono solo il mio futuro».
Dal 13 ottobre al 16 dicembre.
istanbuldesignbiennial.iksv.org
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Last modified: 19 Luglio 2015