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Scritto da: Città e Territorio

Seconda edizione del Premio del Paesaggio: ha vinto Carbonia!

Strasburgo (Francia). Il 4 maggio il Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa 2010-2011 è stato assegnato all’unanimità a Carbonia, scegliendo quella italiana tra le candidature di 14 paesi europei (vedi box). Nel dicembre 2010 il Comune sardo era stato prescelto tra un centinaio di proposte pervenute al ministero dei Beni culturali. Il progetto «Carbonia landscape-machine» è caratterizzato anche da un’originale collaborazione tra il Comune e l’Università di Cagliari (in particolare, il Dipartimento di Architettura), con la messa a punto di un articolato programma di ricerca e interventi.

Professor Sanna, come nasce il progetto-Carbonia?
Ancora 10 anni fa Carbonia appariva come una città che, dopo la crisi catastrofica del modello-carbone, cercava confusamente un’identità sostitutiva, rischiando di assimilarsi a una qualunque periferia contemporanea. Poi un nuovo progetto di governo della città e del suo territorio ha rivendicato le grandi potenzialità della company town del 1938 e del suo paesaggio. Il Comune ha messo in piedi un modello basato sul recupero di quel patrimonio storico, ma anche sulla sua reinvenzione e risignificazione culturale e produttiva. Con grande coerenza, inoltre, l’amministrazione ha investito in un programma di conoscenza e di qualità del patrimonio e dello spazio urbano, costituendo gruppi di lavoro congiunti tra l’Ufficio tecnico e urbanistico e il Dipartimento di Architettura, mediante veri e propri laboratori. Tutto questo, senza perseguire un modello di pura «musealizzazione» ma puntando sul binomio costituito dall’identità culturale e dallo sviluppo sostenibile: nei contenitori dismessi dell’archeologia industriale sono nati non solo musei ma centri di ricerca sulle energie pulite e alternative.

Quali sono state le principali realizzazioni?
La principale scommessa del progetto-Carbonia è quella di tenere insieme la città di fondazione, con il suo spazio pubblico razionalista e con i tessuti della residenza popolare, e il paesaggio macchinista delle miniere. Un nuovo piano urbanistico ha elaborato il quadro strategico, identificando come «bene paesaggistico» i nuclei di fondazione, salvaguardando con la Carta delle qualità urbane i valori non negoziabili del territorio e favorendo la riqualificazione delle nuove periferie mediante una green belt tra la città e la miniera. Con questa chiarezza strategica alle spalle, e con un Laboratorio della qualità architettonica e urbana nel quale convergeva l’attività degli Uffici comunali e del Dipartimento di Architettura, si sono affrontate e vinte numerose competizioni su bandi europei, nazionali e regionali. Da questi sono arrivate le risorse per riqualificare i principali spazi urbani (prima fra tutti la piazza Roma, la «piazza dei poteri» della città di fondazione), per i tessuti popolari delle case minime (con i Contratti di quartiere) e per il recupero della grande miniera di Serbariu, dove oggi sorgono i centri della ricerca avanzata sulla sostenibilità e il nuovo sistema museale. Con il programma Ciam (il museo all’aria aperta di Carbonia) l’intero paesaggio urbano e territoriale è stato coinvolto in un innovativo programma culturale e identitario.

Perché, secondo Lei, Carbonia è riuscita ad aggiudicarsi il Premio europeo del Paesaggio?
Evidentemente, premiando Carbonia la giuria e la Commissione europea hanno voluto rafforzare il messaggio della Convenzione del 2000 che «concerne sia i paesaggi che possono essere considerati eccezionali, sia i paesaggi della vita quotidiana sia i paesaggi degradati». A Carbonia non è stato premiato il «bel paesaggio» in sé, quanto piuttosto un processo di riqualificazione e riorganizzazione di un luogo ricchissimo ma carico delle contraddizioni di un grande sistema urbano.
Credo che si sia trattato di una svolta innovativa rispetto alla concezione più «canonica» del parco naturale, del paesaggio a bassa densità d’insediamento: Carbonia è espressione piena della territorialità del paesaggio, del suo essere il prodotto complesso e in progress di un progetto sociale.

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Last modified: 10 Luglio 2015