A inizio maggio il primo ministro Erdog?an ha annunciato i progetti per la costruzione di due nuove città alla periferia settentrionale, una sul versante europeo e laltra su quello asiatico. La zona prescelta è quella intorno alle vecchie zone minerarie a nord della capitale, che secondo il premier turco ha da tempo perso il suo carattere di area verde. Ogni città ospiterà tra il milione e il milione e mezzo di abitanti. Gli esperti e gli accademici manifestano timori per i possibili danni ambientali alle già ridotte superfici verdi superstiti nonché per il rischio di dare avvio a una rapida espansione demografica nellarea metropolitana, già in difficoltà per quanto riguarda alloggi, trasporti e fornitura idrica. Di contro, gli amministratori delegati delle imprese di costruzioni citano le grandi opportunità economiche e la riduzione del rischio di gravi disgrazie in caso di terremoto, facendo proprie le argomentazioni del primo ministro. Ai progetti per le città saranno affiancati un terzo ponte sul Bosforo, dotato anche di collegamento ferroviario, e lautostrada Nord Marmara, la cui costruzione è partita da qualche mese. Contrariamente a precedenti ipotesi sullubicazione nella zona ovest di Istanbul, durante la presentazione del progetto il premier ha anche citato un terzo aeroporto sulla costa del Mar Nero.
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