Duino Aurisina (Trieste). I grandi progetti piacciono a Trieste. Infatti dopo lunga gestazione, anche la vicenda della riqualificazione dellex cava di pietra di Sistiana, che ha visto impegnati negli anni ottanta e novanta professionisti del calibro di Rob Krier e Renzo Piano, sta giungendo a realizzazione. A gennaio la società promotrice del progetto (Serenissima Sgr, gestrice del Fondo dinvestimento immobiliare Rilke, proprietario dellarea) ha aggiudicato allimpresa di costruzioni udinese Rizzani de Eccher il ruolo di general contractor per la realizzazione del progetto di Portopiccolo: polo turistico con 396 residenze, 120 unità ricettive alberghiere, centro benessere e piscine, stabilimento balneare e 97 posti barca, estesi su 35 ettari e dal costo complessivo di 245 milioni.
Situato lungo una costa di grande valore ambientale apprezzata come luogo di villeggiatura già in età romana, il comprensorio di Sistiana per oltre un secolo ha visto convivere lattività turistica, legata alle élite austroungariche, e quella estrattiva, dismessa a metà Novecento.
Il progetto, presentato a fine luglio 2010, raccoglie leredità di una lunga serie diniziative che si aprono negli anni settanta con unidea di Marcello DOlivo per unarea più ampia, comprensiva della baia naturale e dellambito di cava, per la quale veniva ipotizzato un intervento da 5.000 posti letto e 350 natanti. Le proposte successive, a partire da quella di Piano (1986-1993), sono state oggetto di contestazioni locali da parte di associazioni ambientaliste, politici e cittadini, che hanno portato a una progressiva riconfigurazione della loro ampiezza, ma non della modalità dimpatto sul territorio. Infatti oggi il progetto di Portopiccolo declina le stesse indicazioni di fattibilità: il potenziale attrattivo della costiera triestina e dellintervento di recupero ambientale; il ruolo del turismo in Venezia Giulia in relazione al declino della struttura economica tradizionale; lidea dintercettare, grazie anche alla buona accessibilità (a pochi chilometri dallaeroporto e lungo il Corridoio V), la clientela mitteleuropea, di livello medio-alto.
Dal punto di vista del marketing, il modello di riferimento è il resort esclusivo stile Portofino (cui il nome Portopiccolo allude): la struttura insediativa e larchitettura non appartengono al luogo (lungo la linea su cui il Carso si affaccia al mare tradizionalmente non si edifica in costa) ma richiamano località turistiche di successo. È forse migliorata la qualità generale, con lintervento, a fianco dellarchitetto Francesco Luparelli, di Andreas Kipar per la riqualificazione ambientale e il verde, ma di poco si discosta dal «borgo istroveneto» che nei primi anni Duemila aveva suscitato tante critiche.
Ma a prescindere dalla qualità e dalladeguatezza delle forme insediative (dalle quali si vorrebbe distogliere lo sguardo sottolineando lattenzione posta su risparmio energetico, energie rinnovabili, ecosostenibilità) la domanda è quale relazione esista tra questo intervento e il territorio che lo ospita, la cui valorizzazione meglio potrebbe legarsi a interventi a rete e legati a politiche pervasive di riqualificazione. Probabilmente la domanda non se lè posta la maggior parte degli acquirenti che già ha impegnato il 50% degli immobili in progetto. A costo di apparire fuori moda, sarebbe bello capire chi sono, se conoscono il Carso o il paesaggio cantato nelle Elegie duinesi da Rainer Maria Rilke.
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