Le opere di Louis I. Khan negli Stati Uniti non godono di grande fortuna. Molte sono state demolite altre rischiano di esserlo, altre ancora versano in gravi condizioni di degrado per totale abbandono: il quartiere Mill Creek e lAmerican Federation of Labor Health Center, entrambe a Philadelphia, sono state interamente demolite; la First Unitarian Church a Rochester, sta subendo trasformazioni radicali delle strutture, la prestigiosa sede dellOlivetti a Harrisburg, trasfigurata ma ancora intatta nelle sue possenti strutture a fungo, è lasciata in uno stato di abbandono che potrebbe preluderne la demolizione totale. Anche unopera misconosciuta come Temple Beth-El, la sede di una comunità ebraica, con sale riunione e rituali e aule per bambini, costruita tra 1966 e 1972, a Chappaqua (New York), questestate è stata totalmente trasfigurata. Nascosta in un bosco, è avvolta da un insolito involucro di legno, scelto da Khan sia per ragioni di economia sia per radicare lopera nel suo contesto. Gli attuali proprietari hanno demolito la scatola di calcestruzzo a vista che ne costituiva lindispensabile pronao. Ossature in calcestruzzo armato affioravano dallinvolucro, per poi materializzarsi nella scatola che forma lingresso al tempio, un vero portico astratto. La geometria mistica del volume principale (in pianta un ottagono) si conclude, alla sommità, con un oggetto inatteso quanto elementare, una vera e propria rappresentazione della casa originaria, tutta di legno, in forma di prisma a pianta quadrata, forata da grandi finestre quadrangolari e coperta con un rudimentale tetto a falde, voluta da Khan come metafora dellarca di Noè.
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