LOS ANGELES (CAL.). A metà del 2009, mentre era nel bel mezzo di una profonda recessione, nel suo discorso annuale sullo stato della città il sindaco Antonio Villaraigosa ha annunciato il piano per rendere Los Angeles «capitale mondiale della tecnologia pulita». Lo spunto era lidea annunciata dalla Los Angeles Community Redevelopment Agency (CRA/LA) di realizzare il Corridoio CleanTech subito a est del centro. La zona proposta copre circa 900 ettari ed è divisa in quattro quarti a cavallo del fiume Los Angeles. Lo State Historic Park costituisce il perimetro settentrionale. Il secondo e il terzo quarto si trovano sul sito del futuro Centro di ricerca del ministero per lAcqua e lenergia e dellArtist-in Residence district, sede del Southern California Institute of Architecture (SCI-Arc) e di edifici storici, industriali e magazzini. Allestremità meridionale cè il CleanTech Manufacturing Site. Il governo spera di trasformarlo in una zona industriale «verde» per le aziende che si occupano dinnovazione.
Poiché Los Angeles ha già perso un terzo dei suoi posti di lavoro in questo settore, il sindaco vorrebbe attirare futuri motori economici allettando giovani imprenditori e società operanti nel campo delle tecnologie verdi per ideare, sviluppare e produrre a Los Angeles. Per la città è loccasione di rigenerarsi e accrescere la sua importanza al di là dellindustria dellintrattenimento. Tuttavia, malgrado gli incentivi economici, le importanti partnership e gli sforzi dellufficio del sindaco per corteggiare le società chiave, lidea deve ancora materializzarsi, sollevando dubbi sulla reale capacità delle città americane di convertire con successo una solida politica pubblica in uno sviluppo urbano vitale su larga scala.
Lo slancio del governo e della comunità locale ha condotto al bando di due gare. Il 3 settembre CRA/LA ha diffuso alle società una «richiesta di proposte», con scadenza il 3 dicembre, per sviluppare gli otto ettari del CleanTech Manufacturing Site. Poiché il sito è stato messo in vendita o in affitto, lofferta vincente realizzerà il nuovo complesso industriale.
Laltro concorso, patrocinato da SCI-Arc, richiedeva proposte per lo sviluppo dellintero Corridoio CleanTech. Lintento è quello di tratteggiare le potenzialità del sito in decadenza e suscitare linteresse offrendo immagini e idee inedite. La competizione ha attirato 70 proposte di professionisti e studenti da svariati paesi. Tra i giurati cerano architetti, il preside della facoltà di Architettura della Princeton University, rappresentanti della LA County Metropolitan Transportation Authority e il vicesindaco della città. Si è imposto un gruppo di professionisti di Oslo la cui visione, intitolata «Ombrello», integra strutture a fungo a energia solare che sfruttano la rete fognaria e depurano lacqua per definire un intreccio di paesaggi urbani dal verde lussureggiante; replicate lungo tutto il corridoio, le strutture dovrebbero definire varie piazze. Il secondo posto è andato al team parigino Labtop: il progetto, intitolato «Greenoplasty», offre un approccio più chirurgico allo sviluppo, riciclando gran parte dellinfrastruttura esistente e proponendo quartieri colorati con giardini verticali. Il primo posto nella categoria è stato invece assegnato a Randall Winston, Jennifer Jones e Renee Pean (University of Virginia), che hanno proposto uninfrastruttura flessibile alimentata da energia eolica e solare.
È interessante notare come, in una città ancora controllata dalle automobili, tutte e tre le proposte vincenti le escludano dalle loro prefigurazioni. Molti degli altri partecipanti hanno tratto ispirazione anche dal ritorno del fiume Los Angeles dal suo attuale stato di bacino imbrigliato dal cemento al suo rigoglioso stato storico naturale.
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