Il Comune di Torino ha donato il terreno, agli arredi ha pensato Ikea, il progetto architettonico è di AT Studio Associato, Enel ha finanziato il cantiere con 1 milione mentre gli impianti sono di Gozzo. Dal 16 ottobre, CasaOz è questa: una onlus e un luogo sulla riva destra del Po, vicino ai due principali ospedali della città (Regina Margherita e Molinette), pensata per accogliere le famiglie dei bambini che affrontano gravi malattie. Ma è anche un insieme di circa trenta soggetti pubblici e privati che hanno donato professionalità, competenze, materiale o denaro per la realizzazione dellopera. Un corpo di fabbrica a due piani con volumi domestici rassicuranti e di dimensioni contenute, tetto a due falde (come nellimmaginario infantile), un camino, porte e finestre ben distinguibili, colori accesi, materiali tradizionali e un parco giochi. Dentro e fuori, spazi per laccoglienza e la socializzazione, la consulenza psicologica e altre attività di sostegno oltre ai luoghi propri della casa. Modello virtuoso forse replicabile anche in altri contesti sociali, CasaOz è interessante anche per i bassi impatti ambientali: pompe di calore con sonde geotermiche, pannelli solari e un sistema involucro efficiente per migliorare lisolamento termico. Lintervento fa parte di una più vasta operazione di riqualificazione urbana, curata dal Settore Urbanizzazioni del Comune di Torino (Alessandra Aires, Ferruccio Capitani, Guido Giorza), che ha visto la realizzazione, in luogo di un deposito dellazienda municipalizzata rifiuti ora delocalizzato, del giardino «Gianni Rodari», disegnato da Marco Minari e Paolo Mighetto.
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