CORMANO (MILANO). La preesistenza è una grande cassettiera da cui è possibile sfilare volumi per riempirli di giocattoli. Il nuovo corpo di fabbrica è un oggetto magico, zebrato con una coda nera, che dà vita a un ritrovato spazio pubblico.
Sul filo della metafora, tra gioco e realtà, è nato a Cormano (20.000 abitanti, hinterland nord di Milano) un luogo originale e innovativo nella destinazione funzionale: si chiama «Bì, la fabbrica del gioco e delle arti» e nei 2.000 mq articolati su tre livelli ospita un teatro da 300 posti (gestito dalla storica compagnia milanese del Teatro del Buratto), un museo del giocattolo e del bambino (con oltre 2.000 pezzi in una collezione che va dal Settecento agli anni sessanta), una biblioteca per i più piccoli e spazi per laboratori.
Esito di un concorso del 2005 vinto da 5+1AA (capogruppo), Area_Progetti, studio Palterer, Buonomo Veglia e 2C Ingegneria, lintervento, inaugurato il 16 ottobre, unisce il recupero di un cotonificio dinizio Novecento (un edificio severo e razionale, con tanto di ciminiera alta 30 m) con laggiunta di un corpo su pilastri che segna lingresso e definisce un nuovo fronte urbano. Nellinterpretazione dei progettisti, «uno spazio da riconquistare e da difendere. Due oggetti: una scatola dei giochi bucata e un grande birillo. Dalla scatola dei giochi estraiamo un oggetto magico. Zebrato. Intorno alle zampe uno spazio pubblico prende vita». La ristrutturazione si gioca così sullequilibrio tra la rigorosa conservazione degli elementi architettonici e la libertà di riarticolare spazi e volumi.
Quattro anni di lavori, 4 milioni dinvestimento quasi totalmente a carico del Comune. «Un processo virtuoso, faticoso, perché abbiamo dovuto tenere insieme soggetti e quindi esigenze diverse, ma di successo», spiega Fabrizio Vangelista, assessore alla cultura, soddisfatto per le oltre 3.000 presenze nel primo week-end di apertura. «Abbiamo fatto qualcosa di diverso dal solito spazio per bambini. Un luogo che non esplicita ma evoca».
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