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Dalla città funzionale a «the hearth of the city»

Sono davvero gli ideali dell’urbanistica razionalista la principale causa dei mali che «affliggono» la città americana? O è piuttosto il rifiuto di tali postulati da parte di tecnici e istituzioni locali ad aver condotto a urban renewal e sprawl urbano? A tali interrogativi, se pur scontati, tentano di rispondere due volumi di recente pubblicazione, entrambi firmati da Eric Mumford. Essi, in modi diversi, mettono in discussione le storie convenzionali sull’urbanistica funzionalista proposte negli Stati Uniti a partire dagli anni sessanta. Muovendo da una conoscenza puntuale e accurata del quadro documentario dei Congrès Internationaux d’Architecture Moderne (a lui si deve il primo studio seminale sul tema, The CIAM Discourse on Urbanism, 1928-1960, Mit Press, 2000), l’autore, docente di storia dell’architettura presso la Washington University di St. Louis, rivendica la centralità del quadro intellettuale dei Ciam nella definizione della disciplina, dell’urban design.
Per farlo, l’autore rivolge in primo luogo la sua attenzione a una figura emblematica quanto poco esplorata del dialogo transatlantico sull’architettura e la progettazione urbana, il catalano Josep Lluis Sert (1901-1983). Pubblicato insieme a Hashim Sarkis (Aga Khan Professor di Landscape Architecture e Urbanism dell’Harvard Graduate School of Design), Josep Lluis Sert. The Architect of urban design, 1953-1969 ripercorre attraverso materiali inediti e le voci autorevoli di studiosi quali Mardges Bacon, Robert Campbell, Timothy Hyde, Richard Marshall, Cammie McAtee, Jordana Mendelson, Francesco Passanti, Jill Pearlman e Eduard F. Sekler, le tappe cruciali che hanno segnato il percorso verso la definizione di un’urban consciousness da parte dell’architetto catalano emigrato negli Stati Uniti nel 1939. Dall’attività all’interno del Gatcpac di Barcellona, al ruolo assunto nell’ambito dei Ciam (di cui è presidente dal 1947 al 1956), dalla pubblicazione della rivista catalana «A.C.» all’edizione del suo Can Our Cities Survive? che sancisce l’incontro dei canoni della città funzionale con un contesto americano ancora impreparato, fino alle sperimentazioni avviate con la pianificazione latinoamericana, la scansione dei capitoli restituisce un percorso che trova un punto di svolta nell’intervento firmato da Mumford, dedicato al ruolo assunto da Sert come preside di Harvard e promotore della celebre serie d’incontri sull’urban design tenuti alla Graduate School of Design tra il 1953 e il 1969.
Ed è proprio da questo capitolo che prende le mosse un altro scritto di Mumford, che osservando in maniera ravvicinata la vicenda, ripercorre le origini e la storia teorica e istituzionale dell’urban design, proponendone una sorta di genealogia intellettuale a partire dalla fine degli anni trenta. Defining Urban Design. CIAM Architects and the Formation of a Discipline, 1937-1969 è l’esito di una ricerca che analizza il ruolo svolto da esponenti dei Ciam e collaboratori americani nella definizione della disciplina e nella riorganizzazione dei programmi e dei dipartimenti di architettura tra il 1940 e il 1960. Ricostruendo minuziosamente storia, rapporti e presupposti, l’autore muove dalla codificazione della città funzionale al trasferimento americano dei Ciam (1937-1948), soffermandosi sulla nascita dei nuovi programmi di urban design negli Stati Uniti tra Chicago e Cambridge (1947-1954), sugli anni della Harvard Grad School of Design (1953-1960), fino a considerarne eredità, continuità e rotture in un paesaggio ormai in evidente trasformazione nel corso degli anni sessanta.
Quella che entrambi i libri delineano è una storia completa, su un tema che merita ulteriori riflessioni per essere liberato dai pregiudizi cui una visione postmoderna l’ha forse relegato: un’interpretazione che è solita individuare in Le Corbusier l’unico responsabile della perdita della tradizionale urban life americana, senza riconoscere il peso che tra gli anni quaranta e cinquanta altri «pionieri» dell’urban design americano hanno avuto nel porre le basi per un nuovo approccio alla progettazione architettonica, urbana e del paesaggio, non solo negli Stati Uniti.

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Last modified: 17 Luglio 2015