Le buone pratiche di architettura, in risposta al cambiamento climatico

by • 7 Gennaio 2019 • Professione e Formazione1327

Share
Un bando dell’Ordine Architetti di Cuneo nell’ambito del progetto europeo «HABIT.A»

 

È possibile identificare gli elementi sulla base dei quali, insieme ai parametri di efficienza nell’uso delle risorse, valutare la capacità di adattamento e resilienza ai cambiamenti climatici e la qualità di un intervento architettonico in rapporto al suo contesto peasaggistico, culturale, economico e sociale? La sfida posta dai cambiamenti climatici, infatti, non riguarda solo la sostenibilità e la capacità degli ecosistemi di assorbire l’impatto delle attività umane sull’ambiente, ma presenta pesanti ricadute anche sugli stili di vita, sul sistema economico e sull’identità culturale di un determinato territorio.

Sono queste le problematiche che si propone di affrontare il progetto «HABIT.A», sviluppato come capofila dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Cuneo nell’ambito dei programmi INTERREG-ALCOTRA del Fondo europeo di sviluppo regionale per la cooperazione transfrontaliera per il periodo 2014-2020. Suoi partner, sul fronte italiano, sono la Direzione Agricoltura della Regione Piemonte e iiSBE Italia, mentre sul versante francese, nei Dipartimenti delle Hautes Alpes e delle Alpes de Haute Provence, figurano l’Ordine Regionale degli Architetti, PAYS S.U.D. e Envirobat BDM. Oltre alla popolazione dei territori interessati, l’iniziativa coinvolge circa 40 amministratori e 4.000 tra tecnici ed operatori.

Nell’ambito di tale ricerca, è stato lanciato un bando (aperto fino al 28 gennaio 2019) rivolto ai professionisti. La call “Architetture responsabili” intende infatti selezionare e divulgare opere, realizzate sul territorio rurale e montano provinciale a partire dal 1997 (anno di stipula del Protocollo di Kyoto), le quali dimostrino di costituire una risposta di qualità ai temi indagati da «HABIT.A». Le architetture, selezionate da una giuria, contribuiranno ad alimentare una mappatura transfrontaliera di casi-studio che è in corso di realizzazione anche con analoghi bandi lanciati dai partner francesi e attraverso indagini sul territorio e collaborazioni con enti ed amministrazioni locali. In una successiva fase, a partire dai risultati del lavoro di mappatura, un comitato transnazionale di esperti individuerà, tra i casi-studio, i cosiddetti “Testimonial”, che saranno oggetto di una pubblicazione cartacea e web.

Va ricordato che quello cuneese è l’unico tra gli Ordini degli architetti delle varie province italiane a prendere parte alle selezioni per l’assegnazione di fondi comunitari. Nell’ambito del precedente programma INTERREG-ALCOTRA per il periodo 2007-2013, all’Ordine di Cuneo già si deve l’indagine «Usage del territorio», riguardante il comprensorio montano delle valli alpine tra Cuneo e la città francese di Gap, collegate attraverso il Colle dell’Agnello.

(Visited 11 times, 1 visits today)

Pin It

One Response to Le buone pratiche di architettura, in risposta al cambiamento climatico

  1. […] della Provincia di Cuneo nell’ambito del progetto transfrontaliero (Italia/Francia) ALCOTRA “HABIT.A. Abitare le Alpi Meridionali. Architettura e pianificazione per i territori rurali ne…, di cui lo stesso Ordine è capofila. Obiettivo della chiamata era quello di selezionare e far […]