MAXXI re-evolution

by • 5 maggio 2017 • Patrimonio3300

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Il 6 maggio la Fondazione MAXXI apre con due grandi novità: «The Place to Be», allestimento permanente dedicato alle collezioni di arte e architettura e la mostra «Interiors», le stanze del quotidiano interpretate da 10 architetti italiani

ROMA. Il MAXXI diventa più accogliente, più accessibile, più aperto alla città, con tutto il piano terra a ingresso gratuito e nuovi servizi per il pubblico. Si realizza così un progetto fortemente voluto dalla presidente Giovanna Melandri, dal direttore artistico Hou Hanru e dai direttori del MAXXI Architettura e del MAXXI Arte, Margherita Guccione Bartolomeo Pietromarchi, curatori di «The Place to Be».

«Con questo progetto tagliamo il traguardo di una maratona iniziata anni fa – dice Melandri -. Vogliamo arricchire costantemente l’offerta culturale del museo e lo facciamo a partire dalla collezione permanente, cuore identitario del museo e patrimonio pubblico offerto gratuitamente dal martedì al venerdì e ogni prima domenica del mese. Abbiamo lavorato e continueremo a farlo per arricchirla, conservarla e renderla sempre più accessibile. Questa è la “re-evolution” di una grande istituzione culturale, laboratorio di futuro e memoria della contemporaneità».

Secondo Guccione e Pietromarchi, «In questo nuovo allestimento la collezione è pensata come un corpo vivo e dinamico, fatto di opere esposte a rotazione, donazioni, comodati e prestiti, per rendere sempre più il museo un punto di riferimento per artisti, collezionisti, studiosi e appassionati. Un percorso che racconta come artisti e architetti si sono confrontati con l’idea di spazio abitabile, dalla città agli ambienti più intimi».

Questo percorso parte già dalla piazza e si estende all’interno, senza soluzione di continuità, in tutto il piano terra e in parte del primo piano con grandi installazioni, opere esposte per la prima volta, capolavori di maestri del nostro tempo, focus temporanei e approfondimenti dedicati agli artisti in collezione.

 

The Place to Be

Il piano terra ospita una video gallery permanente realizzata in collaborazione con In Between Art Film; uno spazio dedicato all’Archivio di Incontri Internazionali d’Arte; un nuovo laboratorio per la didattica che propone anche Kids Museum, percorso tra le opere della collezione dedicato ai bambini, con il supporto di BNL- Gruppo BNP Paribas. Completano l’offerta una nuova caffetteria-bookshop affacciata su via Guido Reni e un nuovo ristorante con chef stellato su piazza Alighiero Boetti.

In mostra anche nuove donazioni (come Piccolo Sistema di Gianfranco Baruchello, Occhi e una scultura in marmo di Bruna EspositoIo sono dolce sirena di Luca Maria Patella) e comodati: come quello della Metropolitana di Napoli, i cui progetti sono esposti per la prima volta, e quelli con l’Archivio Agnetti, la Fondazione Giuliani, la Fondazione Morra, la Fondazione Nomas, la Collezione Barillari e la Collezione Pero.

La piazza

Il “viaggio” nel nuovo MAXXI prende il via da piazza Alighiero Boetti, animata da nuove grandi installazioni: ad accogliere i visitatori spicca lo straordinario e imponente Winter Moon, uno degli alberi di Ugo Rondinone esposti di recente a Place Vendome a Parigi e ai Mercati di Traiano a Roma: il calco di un ulivo millenario, alto 5 metri, in alluminio dipinto di smalto bianco opaco.  Di grande suggestione Anima di Mircea Cantor, un imponente scheletro in legno e corda, alto circa 8 metri e lungo 10, che si ispira alla Basilica di San Pietro riportandola all’essenzialità. E poi MareoMerz di Elisabetta Benassi, realizzata nel 2013 per una mostra alla Fondazione Merz: un grande barcone che “ripesca” l’ultima automobile appartenuta a Mario Merz.

Da fine giugno, la piazza ospiterà anche la ricostruzione parziale di uno dei luoghi più iconici dell’Estate Romana: il Teatrino scientifico di Franco Purini e Laura Thermes, che farà da sfondo agli appuntamenti estivi del museo. E poi le installazioni permanenti More than meets the eye di Maurizio Nannucci, Emergency’s paediatric centre in Port Sudan supported by MAXXI di Massimo Grimaldi e l’opera La casa di Roma di Pedro Cabrita Reis.

Galleria  1 | Piano terra 

All’interno, il percorso espositivo prende il via nello spazio dedicato al cuore del patrimonio documentario del museo: l’Archivio di Incontri Internazionali d’Arte. Nella Galleria 1, oltre 60 opere d’arte, architettura e fotografia dialogano tra loro e con gli spazi progettati da Zaha Hadid Architects. Esposti lavori dagli anni Sessanta fino alle più recenti produzioni.

Dopo aver attraversato la foresta tessile sospesa degli olandesi West 8, il visitatore è accolto dal monumentale walldrawing #1153 Ripples di Sol Lewitt, allestito su una grande parete del MAXXI per la prima volta: l’essenzialità del bianco e nero, il rapporto tra ombra e luce  testimoniano l’ultima, intensa stagione creativa dell’artista. Continuando il percorso, tra i lavori in mostra Elica Milano di Carl AndreAssioma-Otto proposizioni di Vincenzo Agnetti, l’installazione Flying Garden/Air-Port-City di Tomas Saraceno, Senza titolo (Triplo Igloo) di Mario Merz, The Emancipation Approximation di Kara Walker, i quattro grandi carboncini della serie The general jungle or carrying on sculpting di Gilbert & George, l’importante donazione Piccolo Sistema di Gianfranco Baruchello, le fotografie recentemente acquisite del progetto sull’ospedale psichiatrico di via Pindemonte a Palermo, di Letizia Battaglia, e i ritratti di Gilbert & George di Elisabetta Catalano, e ancora un prestigioso prestito: i disegni per il fregio sulle sponde del Tevere di William Kentridge.

Tra le opere di architettura, esposti per la prima volta i progetti delle stazioni della metropolitana di Napoli realizzate tra gli altri da Dominique Perrault e Álvaro Siza, accanto a quelli per il ponte sullo stretto di Messina di Sergio Musmeci, Pierluigi Nervi Giuseppe Perugini. E poi le 46 fotografie che compongono 72 ore a Roma di Helmut Newton, unico suo progetto fotografico di “paesaggio urbano”.

Galleria 2 e Sala Gian Ferrari | Primo piano | I focus e gli approfondimenti

L’esposizione continua al secondo piano, nella Galleria 2 e nella nuova sala dedicata a Claudia Gian Ferrari che, nel 2010, ha donato al MAXXI un’importante selezione di opere della sua collezione personale. Questi spazi ospitano a rotazione focus e approfondimenti sugli artisti in collezione. Si comincia con quello dedicato a Bruna Esposito (fino a settembre 2017), di cui viene riallestita una delle prime opere entrate nella collezione del museo: l’installazione/performance e così sia.. (2000), un mandala di legumi e spezie, dal forte valore simbolico, che l’artista ricomporrà dal vivo per tutta la durata della mostra. Esposti anche Oltremare, una stampa fotografica della donazione Gian Ferrari, DVD per la proiezione di un’ombra e una selezione di fotografie della serie Occhi (2016), macro immagini di occhi di pesce, di diverse dimensioni, dai colori luminosi e brillanti che instaurano un dialogo con il pubblico.

Il percorso continua con due focus dedicati alla città e alla casa. Nel primo, dal titolo The Other City, una serie di disegni di architetture “immaginate” per Roma da Franco Pierluisi  fa da contrappunto ai modelli di opere realizzate, come la Moschea di Paolo Portoghesi (esposto per la prima volta), l’Auditorium di Renzo Piano, la Nuvola di Massimiliano Fuksas. E ancora: il lavoro fotografico di Gea Casolaro Maybe in Sarajevo, 60 fotografie che potrebbero rappresentare qualsiasi città, ma tutte scattate nella città balcanica nell’ottobre 1998 e la Città ideale di Liliana Moro. Nel focus sulla casa, dal titolo No Place Like Home, la ricostruzione in dimensioni reali della White U di Toyo Ito, il progetto di Aldo Rossi per Casa Alessi, gli scatti di Armin Linke e Helene Binet dedicati alla Casa a Noto di Giuseppina Grasso Cannizzo, l’installazione Io sono dolce sirena di Luca Maria Patella e opere di Francesco Arena, Micol Assaël, Ilya ed Emilia Kabakov, Domenico Gnoli, Michelangelo Pistoletto, Oscar Tuazon. Completa l’offerta la reading room realizzata con il sostegno di MINI per ospitare approfondimenti e incontri con gli artisti della collezione.

 

I cataloghi

«The Place to Be» è anche l’occasione per la pubblicazione del catalogo aggiornato della Collezione MAXXI Arte organizzato in due sezioni: il catalogo generale delle opere e la sezione dedicata a premi, committenze e allestimenti tematici. Sarà inoltre disponibile l’e-book del catalogo MAXXI Architettura, che comprende le nuove acquisizioni 2016-2017.

La caffetteria-bookshop e il ristorante

La rivoluzione creativa passa anche attraverso il ripensamento degli spazi interni di accoglienza, a partire da TYPO, la nuova caffetteria-bookshop ospitata nella sala delle ex caserme che, con i suoi accessi da via Guido Reni, garantisce un nuovo ingresso alla hall del museo. Su piazza Alighiero Boetti si affaccia invece LINEA, il nuovo ristorante con tanto di chef stellato.

Interiors. Le stanze del quotidiano

Che cosa c’è dentro l’architettura? Basta aprire una porta, varcare una soglia e si è dentro lo spazio con cui gli architetti da sempre sono chiamati a confrontarsi. Dal 6 maggio al 29 ottobre negli spazi del Centro Archivi, l’esposizione a cura di Margherita Guccione e Elena Tinacci racconta gli interni che ogni giorno viviamo, interpretati da 10 architetti italiani.

Cini Boeri, Vittorio De Feo, Enrico Del Debbio, Oriolo Frezzotti, Danilo Guerri, Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti, OBR, Aldo Rossi, Maurizio Sacripanti, Carlo Scarpa e Michele Valori, sono stati scelti per rappresentare – attraverso i loro oggetti, progetti e parole – le stanze del nostro quotidiano e proprio per questo vengono presentati in una dimensione umana prima ancora che professionale. Diversi sono gli approcci nei confronti dei propri spazi, case e studi, luoghi di vita e lavoro che spesso coincidono: Valori ha sistemato personalmente gli interni del suo appartamento a Roma, mentre Scarpa non ha mai disegnato la propria casa. Del Debbio ha progettato la casa per la sua famiglia all’interno di una palazzina di Adalberto Libera a Ostia, mentre Rossi ha riempito di arredi le proprie case e studi, in un gioco continuo di autocitazioni e contaminazioni. Lo spazio domestico è protagonista dei racconti di De Feo, come La casa (e Anna), in cui l’architettura fa da sfondo ad una narrazione ironica e lieve. Di tutti gli autori presentati si è voluto raccogliere immagini della vita all’interno delle loro stanze quotidiane e documenti che raccontassero la dimensione più intima del loro operare. L’esposizione mette in evidenza diversi punti di vista da cui guardare allo spazio interno che corrispondono alle diverse sezioni in cui sono organizzati i materiali esposti.

IL TEATRO DOMESTICO analizza il tema della relazione tra l’uomo e la sua casa e parte dalla suggestione del progetto di Rossi per la mostra Il Progetto Domestico. La casa dell’uomo: archetipi e prototipi (Triennale di Milano, 1986); la casa è pensata come scenografia, spazio di rappresentazione della vita domestica e vede la presenza di progetti disegnati negli anni Trenta da Scarpa e da Del Debbio o negli anni Settanta da Valori.

LE STANZE DELLA CITTA’ è dedicata agli spazi con vocazione pubblica e fruizione collettiva come i negozi di Del Debbio,  Monaco e Luccichenti, De Feo e Scarpa, in cui lo spazio definito dall’autore viene modificato incessantemente dall’uso quotidiano e da un’esperienza personale e comune allo stesso tempo.

CASE FUORI CASA è dedicata a quei luoghi che per scelta diventano casa, come le classi di una scuola cui sono dedicate le riflessioni di Sacripanti e Boeri, o gli interni di una barca disegnati da Scarpa e Valori.

EXTRAQUOTIDIANO è dedicata a quei luoghi in cui arte e vita si fondono accogliendo esperienze fuori dell’ordinario: i saloni dei transatlantici progettati da Monaco e Luccichenti o da De Feo, o le sale teatrali e cinematografiche di Sacripanti, Guerri, Del Debbio.

CAMPO E CONTROCAMPO è dedicata infine alle dicotomie che definiscono lo spazio interno/esterno, dentro/fuori, pubblico/privato. Quando le facciate degli edifici si aprono con logge, terrazze, porticati e vetrate, tali contrapposizioni sfumano e il paesaggio partecipa dello spazio interno. Questo è visibile nei progetti di OBR, Monaco e Luccichenti, Rossi.

A margine di questo mosaico, un focus su un ricco fondo documentario conservato presso il Comune di Latina che raccoglie l’opera di Frezzotti, protagonista della nascita della città pontina, dalla pianificazione urbana sino al disegno di interni e arredi, dal paesaggio urbano a quello domestico.


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