Lontano dalle solite parades di modellini traslucidi e architetture concettuali, lnistallazione della Turchia, inaugurata ieri pomeriggio, impacchetta in due lunghe pareti nere e parallele una riflessione sulla memoria di una delle terre più contese della storia. Non si parte però da Bisanzio: la memoria che viene ricercata è quella del presente, di una Tuchia che cambia a ritmi velocissimi e che vuole fare uno sforzo per conservare memoria di se stessa. Pelin Dervi?, coordinatrice dellesposizione, ci guida tra i grandi modelli territoriali, tra i progetti urbani, fino alle fotografie che entrano nelle case dei turchi per scovare quegli elementi a cui le trasformazioni sociali e urbane non permetteranno di sopravvivere. Questa cartolina dal presente parla di architetture più che di architetti, libera da nostalgie e restituisce la vitalità di una Turchia capace di raccontare se stessa attraverso le sue “pietre”.
Immagini: Italo Rondinella

Turchia: Una cartolina che rappresenta il presente




















