East Lansing (Michigan). In un sito strategico al confine tra due quartieri (il campus della Michigan State University e quello delimitato dalla principale arteria di East Lansing), il nuovo Eli and Edythe Broad Art Museum (Bam) è stato inaugurato il 10 novembre con una grande cerimonia per oltre 5.000 visitatori. Con gli angoli vivi delle facciate di acciaio inossidabile e vetro, di cui nessuna parallela al terreno, ledificio, sempre diverso e sfacciatamente moderno, è simbolo della volontà provocatoria dellarte contemporanea (del tutto nuova in questa città universitaria con i cui dipartimenti il Bam intende interagire) di rimanere qui a lungo, con nessuna concessione al quartiere circostante, tutto in mattoni rossi, né alle anonime costruzioni di mattoni marroni a due o quattro piani delladiacente zona commerciale. Come altri edifici firmati da Hadid, il Bam ripropone una topografia astratta grazie alle sue facciate inclinate come scogliere o pendii graduali. Ledificio tuttavia sembra trarre energia dal terreno, modellato da forze che fanno a meno della gravità e della necessità di disporre verticalmente i piani. Le gallerie espositive, sviluppate su tre piani, presentano sale a doppia altezza che offrono estese visuali e spazi a effetto per grandi installazioni. I servizi includono unala educativa, un centro studi, una caffetteria e un bookshop. Un progetto autoreferenziale, che mette in discussione lo status quo al fine di promuovere il cambiamento e ravvivare leconomia della regione, portando circa 5,7 milioni di dollari già durante il primo anno di attività. Il futuro sembra promettente, sia grazie allapproccio anticonvenzionale del fondatore e direttore Michael Rush, sia grazie alla filantropia di Eli Broad (californiano, ma laureatosi proprio alla Msu nel 1954) e alla sua abilità nel far fruttare istituzioni artistiche di fama mondiale (tra cui, a Los Angeles, il Broad Art Center alla Ucla di Richard Meier nel 2006 e il Moca di Arata Isozaki nel 1986, mentre è in cantiere la Broad Art Foundation firmata Diller & Scofidio + Renfro).
Il Bam è il secondo edificio di Hadid negli Stati Uniti dopo il Lois & Richard Rosenthal Center for Contemporary Art a Cincinnati (2003). Con una superficie di 46.000 mq, è circa cinque volte più grande del Rosenthal ma è ben più ambizioso. Il Bam non si accontenta di essere un attore nella scena artistica locale; aspira piuttosto a essere una forza dirompente nel panorama mondiale dellarte contemporanea, «presentando arte nuova in modo innovativo» e puntando a un maggiore impegno globale (stabilite cooperazioni con Guangzhou, Ho Chi Minh City, San Paolo del Brasile, Istanbul e Dubai). Così, Rush ha arruolato una squadra internazionale di curatori. Tra le mostre inaugurali, «In Search of Times» permette di ammirare, in una dialettica tra opere di diverse epoche storiche, anche la collezione di 19 opere darte contemporanea donate dai coniugi Broad (finanziatori delledificio con 28 dei 45 milioni di dollari, cui ne hanno aggiunti 300 per le acquisizioni). A settembre è prevista invece la mostra «Re-China a Cultural Concept» a cura di Chunchen Wang, trasferitosi dal Museo di belle arti di Pechino e nominato da Rush curatore aggiunto. In estate, attese mostre sullarte contemporanea in Brasile, India e Pakistan, nonché altre dedicate ai nuovi media, alla fotografia e ai lavori su carta.
Per il magnate filantropo (e vorace collezionista), la seconda volta di Zaha negli Stati Uniti
























