Con cadenza biennale, da oltre 20 anni Europan stimola la progettualità degli under 40 di tutta Europa sui temi della riqualificazione urbana: nelle prime 11 edizioni si sono confrontati oltre 80.000 progettisti (16.000 italiani), impegnati su 574 città: 1.600 i progetti premiati, di cui 200 in Italia. Nonostante la rilevanza di cui gode, si fatica ancora molto a vedere conclusi i progetti vincitori nelle nostre città (addirittura nessun sito italiano presente nellultima edizione). Se infatti il rapporto tra progetti costruiti e da costruire è di poco inferiore a quello di Spagna e Francia, rispettivamente prima e seconda, resta comunque alto il tasso dincompiuti e ritardi che rendono clamorosa la notizia di uninaugurazione. Livio Sacchi ci illustra il quadro della situazione.
Che giudizio può dare del rapporto tra le amministrazioni, lassociazione e i progettisti vincitori del concorso, vista anche lassenza di aree italiane al bando Europan 11? Perchè tanti ritardi nella realizzazione delle opere rispetto al resto dEuropa?
Noi italiani dobbiamo imparare a comportarci con maggiore serietà: bandire un concorso significa assumersi una precisa responsabilità. La trasparenza e linternazionalizzazione che è propria di Europan spesso impedisce quei favoritismi locali che purtroppo segnano, in maniera più o meno consapevole, la condotta delle amministrazioni meno illuminate. In questi casi Europan può essere un interlocutore scomodo. Le difficoltà italiane non sono, per fortuna, soltanto nostre: la gran parte degli altri paesi membri di Europan attraversa una fase delicata e di ciò si è resa conto anche la segreteria centrale in Francia.
Qual è lo stato dellarte in Italia per i progettisti under 40?
La condizione italiana mi sembra, nonostante tutto, estremamente vivace. Le capacità dei nostri progettisti continuano a essere apprezzate allestero. Le difficoltà che i giovani incontrano nel momento in cui provano a inserirsi nel mondo del lavoro derivano da alcuni fattori abbastanza identificabili, primo fra i quali il numero esorbitante di laureati che non ha eguali. Tali numeri determinano anche preparazioni approssimative, spesso lontane da ciò che il mercato del lavoro e lindustria delle costruzioni richiedono. Si aggiunga che simpara a fare larchitetto costruendo architetture: il ritardo con cui ciò avviene riduce sensibilmente la competitività progettuale che, come in tutti gli ambiti creativi, si assottiglia con il passare degli anni se non è sostenuta da una pratica forte. Il futuro è nellaccettazione della sfida posta dalla competizione globale, imparando a lavorare per i mercati stranieri: lAsia è ancora oggi un mercato significativamente in crescita, lAfrica è un continente dove il know how professionale, sia locale sia dimportazione, è largamente sottodimensionato rispetto alla domanda. Gli architetti italiani devono imparare a misurarsi con professionisti seri che non provengono più solo dai paesi storicamente forti nel settore ma anche da India, Cina, Egitto, Siria, ecc.: soprattutto ingegneri, preparati a lavorare in inglese, spesso anche in arabo; abituati ai sacrifici e disposti a trasferirsi in aree climaticamente, culturalmente e socialmente difficili.
Che cosa migliorerebbe nellorganizzazione di Europan rispetto alla qualità dei progetti partecipanti?
Credo che una strada interessante sia incentivare gli scambi fra i giovani progettisti con forum, seminari, workshop e altri momenti di approfondimento progettuale, favorendo la formazione di gruppi internazionali, esperendo insomma, nei fatti, ciò che purtroppo non avviene allinterno delle nostre scuole e dei nostri dottorati, ancora così poco attrattivi rispetto agli stranieri. Stiamo anche pensando alla gestione comune di progetti in paesi diversi e ad altre forme dintegrazione.
(Visited 45 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Come trasformare il bagno in un’oasi di relax moderna 19 Agosto 2026
- Riviste. Quando la carta resiste, e rinasce 12 Agosto 2026
- Ceuta, oltre le barriere della retorica 11 Agosto 2026
- Roma selfie-scape: idee per decentrare il (troppo) turismo 9 Agosto 2026
- L’Archintruso. Il condominio galleggiante 9 Agosto 2026
- L’archiviaggio. Portogallo, case (e sogni) migranti 7 Agosto 2026
- Storie di città che sfidano se stesse 6 Agosto 2026
- Dove lavorano gli architetti oggi? Analisi del mercato in Italia 5 Agosto 2026
- Ritratti di città. Taranto, in Gioco c’è il futuro 4 Agosto 2026
- Boom data center: prime leggi, comunità divise 3 Agosto 2026
- L’integrazione dell’acqua nel workspace moderno: architettura, wellbeing e tecnologia 3 Agosto 2026
- Ritratti di città. Salerno, ritorno al futuro: meno Bilbao, più Montecarlo 1 Agosto 2026
- MoDusArchitects, progettare nella catastrofe 1 Agosto 2026
- SICIS, mosaici decorativi per gli spazi della nuova ospitalità 31 Luglio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
biennale venezia 2018
Chiese
cina
città
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
docomomo
fiere
francia
germania
IN/ARCH
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
Ultimi Video
[vimeo user ]28823276[/vimeo]
Articoli recenti
- Come trasformare il bagno in un’oasi di relax moderna 19 Agosto 2026
- Riviste. Quando la carta resiste, e rinasce 12 Agosto 2026
- Ceuta, oltre le barriere della retorica 11 Agosto 2026
- Roma selfie-scape: idee per decentrare il (troppo) turismo 9 Agosto 2026
- L’Archintruso. Il condominio galleggiante 9 Agosto 2026
- L’archiviaggio. Portogallo, case (e sogni) migranti 7 Agosto 2026
- Storie di città che sfidano se stesse 6 Agosto 2026
- Dove lavorano gli architetti oggi? Analisi del mercato in Italia 5 Agosto 2026
- Ritratti di città. Taranto, in Gioco c’è il futuro 4 Agosto 2026
- Boom data center: prime leggi, comunità divise 3 Agosto 2026
- L’integrazione dell’acqua nel workspace moderno: architettura, wellbeing e tecnologia 3 Agosto 2026
- Ritratti di città. Salerno, ritorno al futuro: meno Bilbao, più Montecarlo 1 Agosto 2026
- MoDusArchitects, progettare nella catastrofe 1 Agosto 2026
- SICIS, mosaici decorativi per gli spazi della nuova ospitalità 31 Luglio 2026
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata





















