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Scritto da: Professione e Formazione

Se il progetto lo fa (gratis) lo sponsor

Se il progetto lo fa (gratis) lo sponsor

Aosta. Il 26 aprile il Tar ha sospeso l’Avviso di sponsorizzazione (quasi introvabile) per la «progettazione della piazza Giovanni XXIII e del tratto di via Monsignor de Sales compreso tra la piazza e l’incrocio con via Hotel des Etats». Chiedeva a «persone fisiche, enti, associazioni, società, imprese produttrici di beni e servizi» di «produrre a propria cura e spese la progettazione preliminare ed esecutiva» degli interventi all’oggetto del bando, il cui costo di realizzazione era stato stimato in 1,5 milioni, pari a una progettazione di circa 150.000 euro.
Dopo le polemiche tra il sindaco Bruno Giordano e i rappresentati del mondo tecnico della regione che hanno avuto eco quasi esclusivamente sulla stampa locale, il Tar ha bloccato la procedura dietro ricorso degli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti. Il presidente di questi ultimi, Sandro Sapia, ne contesta diversi vizi, supportato dal parere legale richiesto per il ricorso e dal Cnappc, cui l’Ordine si è rivolto il 12 aprile (e che il 24 aprile ha risposto con una dettagliata lettera a firma di Salvatore La Mendola, presidente del Dipartimento Lavori pubblici e concorsi, Franco Frison e Leopoldo Freyrie).
Il ricorso, innanzitutto, non sarebbe la tutela di una casta ma un atto di difesa delle professionalità. Per semplificare le procedure, spendere poco e ridurre i tempi il Comune avrebbe sottovalutato un contesto vincolato e ad alto valore storico e archeologico, con un foro e un tempio romano, una chiesa del vi secolo e il palazzo vescovile, che avrebbe richiesto obbligatoriamente la presenza di un architetto nel team di lavoro (secondo il nuovo articolo 199 bis del Codice degli appalti). Secondo Sapia, l’avviso avrebbe invece confuso «la “progettazione partecipata” con l’affidamento a uno “sponsor” al quale non è chiesta alcuna garanzia di competenza». Altro punto dolente sono i tempi: a norma di legge, dovevano essere garantiti 30 giorni per l’esposizione dell’avviso e 60 per le candidature, periodo necessario all’elaborazione di un intervento decoroso. Il bando, invece, risolve tutto in 15 giorni per la presentazione delle offerte e delle idee progettuali.
La soluzione della vicenda è attesa entro maggio, quando il Tar si pronuncerà sulla prosecuzione o meno di una procedura che ha comunque visto il deposito di tre proposte. Tuttavia, episodi simili sottovalutano il ruolo del progettista. E soprattutto, non incoraggiano coloro che hanno appena intrapreso questo percorso e debbono già affrontare molte altre difficoltà.

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Last modified: 20 Luglio 2015