Il progetto si sviluppa su un doppio fronte, come se avesse due anime contrapposte: una «spettacolare» e una «storica». La dimensione operante dellarchitettura – Il progetto della OP.CIT.Y è accolta nel primo padiglione, previsto vuoto allinaugurazione ma attrezzato con 50 tavoli «francescani» su cui 50 coppie di architetti italiani di diverse generazioni, abbinate dal curatore, elaborano, nei due giorni della vernice, un progetto dal vivo su unidea di modello urbano «Smart», ma declinato nei termini, tutti italiani, di Storia, Misura, Arte, Ricerca e Tecnica. Il tutto ripreso in diretta da 50 o più web-cam che diffondono il farsi del progetto nonché i dialoghi dei due progettisti. Il pubblico segue tutto da un percorso aereo a circa 3 m di altezza, allestito intorno al Padiglione, ma anche su passerelle allinterno del padiglione, simili a quelle di Venezia per lacqua alta. Gli elaborati finali, tutti dello stesso formato, sono poi esposti come un dittico formato dal disegno e dal video. Nel secondo padiglione, pensato per dar spazio e voce agli archivi istituzionali italiani, è esposta una raccolta di disegni di grandi architetti italiani del secondo dopoguerra, oggi scomparsi, tra cui Saverio Muratori, Ludovico Quaroni, Carlo Scarpa, Mario Ridolfi, Aldo Rossi, Bbpr, Carlo Aymonino, a segnalare limportanza di quel che resta del loro insegnamento, del rapporto con la tradizione e con la storia, con la loro attenzione al paesaggio, alla città, alla qualità dellarchitettura; il tutto accompagnato da documenti depoca, filmati, foto e modelli.
Francesco Moschini: S.M.A.R.T. Storia, Misura, Arte, Ricerca, Tecnica. La memoria attiva / OP.CIT.Y. 24 ore di architettura italiana dal vivo per nuovi modelli urbani




















