La proposta ha come obiettivo quello di riformulare il senso della pratica dellarchitettura e radicarla nei problemi del paese, mostrando da un lato la vitalità delle abitudini, dei ritmi, del vivere quotidiano degli italiani, e dallaltro le nuove esperienze che dallItalia e dagli italiani allestero possono contribuire a costruire un paese più rispettoso delle sue potenzialità. Un racconto dellItalia di oggi, tra abusivismo confusione di stili, disgregazione degli spazi pubblici, ma anche tra le speranze, le nuove mappe dellItalia sociale, le reti di cooperazione, il crowdsourcing, i social network, il riuso dei territori abbandonati. Una sorta di percorso iniziatico, di attivazione mnemotecnica per futuri progettisti dellItalia in cui si passa da ostacoli, spazi bui, specchi, montagne di abusivismo per poi inerpicarsi su nuove aperture, sprazzi di speranza. Il padiglione è declinato in 5 temi attraverso contributi multidisciplinari: «Gli Italiani e le città»: come il corpo degli italiani ha sagomato le città e viceversa, visto attraverso i lavori di fotografi e cineasti italiani e lidea di un nuovo Social Mapping; «Il territorio italiano come luogo di densità»: le città piccole e medie, la loro socialità sviluppata, un uso degli spazi pubblici, una maniera italiana di filtrare gli interni negli esterni; «Disastri naturali e non»: incuria e abbandono del territorio; «Le discariche, le nuove energie, luso intelligente del riciclaggio dei rifiuti»; «Spazi abbandonati e chiusi»: i luoghi abbandonati come risorsa sociale, economica, produttiva, culturale.
Franco La Cecla: Da dove ricominciare?




















