Se tutto è manifesto, niente è visibile. Dellarchitettura in Italia si sa molto. Lampia produzione editoriale, la quantità dimmagini elaborate, lesposizione di opere, disegni, idee, mettono in evidenza, spesso con forza e incisività, ogni singola manifestazione progettuale. È come se lo strumento principe dellavanguardia del xx secolo, il manifesto, si fosse progressivamente reso disponibile a una molteplicità di autori, stemperato e diluito in uninfinità di pratiche individuali. A questa condizione si accompagna un diminuito interesse per la riflessione teorica, come se la produzione di messaggi e icone fosse inversamente proporzionale allelaborazione di temi significativi. Nel corso degli ultimi decenni le pratiche professionali hanno preso il sopravvento e larchitettura, nelle sue funzioni di comunicazione, sembra avere assunto il modello del manifesto, travisandolo e trasfigurandolo in una molteplicità di azioni che adottano come principio esclusivo il paradigma della differenza, senza ricercare punti comuni. È in contrasto con questo atteggiamento che appare oggi opportuna, in Italia, lindividuazione di una sorta di strumento condiviso che sappia reinterpretare la necessità di una sintesi, fare emergere nuovi temi critici, disporre elementi di confronto, stimolare un dibattito sullarchitettura e sulla teoria, portare gli architetti italiani ad assumere una posizione. Alla sua elaborazione e condivisione è rivolto questo progetto per il Padiglione Italia.
Marco Brizzi: tutto è manifesto




















