Sembrava una questione ormai chiusa, a più di un anno dalle prime indiscrezioni e dopo le aspre polemiche tra maggioranza, opposizione e società civile risoltesi con tanto di veto da parte di Federalberghi e Confesercenti. E invece, contro ogni logica, liter per la realizzazione del porto turistico a Montesilvano (Pescara) procede e si attende lok da parte della Regione per la concessione demaniale. La società Prism srl di Torino e il Comune stanno portando avanti un progetto per circa 650 posti barca al largo per un costo di 90 milioni finanziato da privati, cui spetterebbe la gestione trentennale della struttura. Laspetto irragionevole del progetto è che costituirebbe un costosissimo doppione. La nuova infrastruttura disterebbe infatti appena 10 km dal ben più grande e attrezzato porto di Pescara. Il progetto prevede un lungo molo carrabile con sezione ciclabile e pedonale a congiungere la costa con la struttura portuale soprelevata dalla forma ovale. Un«isola» con servizi e parcheggi, teatro, volumi commerciali e piantumazione di essenze mediterranee. Per voce del progettista Vittorio Tarizzi, la committenza rassicura circa i rischi di speculazione, affermando che in alcun modo il porto si trasformerà in un centro commerciale. Ma i dubbi riguardano lintenzione stessa di realizzare unulteriore infrastruttura lungo un tratto di costa che in appena 90 km conta ben cinque porti e altri due casi limite, tra cui lo scempio del vicino approdo di Francavilla, i cui lavori sono bloccati da anni per il sequestro della magistratura. Resta linterrogativo sulla sostenibilità economica e ambientale di un intervento altamente impattante a poca distanza dalla foce del fiume Saline, che da anni necessita di bonifica per laltissimo inquinamento delle sue acque. E così in risposta alle polemiche spunta una variante che vedrebbe il porto più a sud lontano dal fiume e collegato alla costa attraverso un tunnel sottomarino! Tutto, insomma, come se la politica e i piani fossero solo un corollario agli interessi privati. La città da anni reclama unidentità urbana e architettonica e avrebbe varie problematiche da risolvere: dal sociale alla qualità degli spazi pubblici. Su tutte, il parco fluviale e la riqualificazione della Stella Maris, gigantesca colonia marina del trentennio fascista sul cui futuro la Provincia stenta a pronunciarsi e di fronte alla quale sorgerebbe il porto.
A Montesilvano 90 milioni per un porto doppione




















