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Scritto da: Città e Territorio

San Francisco vuole la sua Isola del Tesoro

San Francisco vuole la sua Isola del Tesoro

San Francisco (California). Il 14 giugno, con approvazione all’unanimità, il Board of Supervisors ha messo fine alla battaglia durata quindici anni per decidere il destino di Treasure Island, l’isola artificiale realizzata nel 1937 con materiali di riporto al centro della baia di San Francisco. Dapprima sede della Golden Gate International Exposition del 1939, durante la Seconda guerra mondiale l’isola venne convertita in base militare. Nel 1997, alla chiusura della base, la Città ha acquistato i circa 164 acri dalla Marina americana e da allora tenta di bonificarli. La proposta più recente, sollecitata da una partnership pubblico-privata, risale al 2005. A Craig Hartman, socio dello studio Skidmore, Owings and Merrill, è stato commissionato il progetto dell’ambizioso piano di risanamento per l’isola, che versa in pessime condizioni.
Per attirare residenti e visitatori, i costruttori hanno addotto l’esigenza di creare un quartiere che sia unico e distinto, non l’ennesimo sobborgo generico. Le ottomila residenze nuove saranno strutture basse, medie e alte con vista sul profilo di San Francisco. I pochi edifici storici dell’Expo del 1939 e dell’esercito saranno recuperati e incorporati nei 13.000 mq di nuovi spazi commerciali rivalutandoli. A questi si aggiungeranno 9.000 mq di spazi per uffici, una scuola, un albergo, campi sportivi e un terminal traghetti. La maggior parte degli edifici sarà concentrata ai margini meridionale e occidentale per incoraggiare i residenti a fare a meno delle auto. L’intera griglia stradale sarà ruotata di 68° in direzione nord-sud per ottimizzare l’illuminazione naturale e contrastare la fitta nebbia fredda tipica della baia. Anche gli edifici saranno angolati in modo da riparare gli spazi pubblici urbani dai forti venti provenienti dal Pacifico. Immaginata come una conurbazione ecosostenibile, l’isola destinerà oltre 120 ettari a parchi protetti, stagni, riserve per gli uccelli e agricoltura biologica. Una centrale eolica e i pannelli fotovoltaici montati sui tetti forniranno l’energia necessaria.
L’aspetto più controverso del progetto, però, riguarda la capacità dell’isola di sopportare le catastrofi naturali e l’aumento del livello del mare causati dai cambiamenti climatici. La prima fase dell’edificazione, del costo di un miliardo e mezzo di dollari, prevede l’innalzamento e il rafforzamento del terreno per prevenire la disgregazione dei materiali di riporto in caso di terremoto o tsunami. Chi si oppone al progetto continua a sostenere che i costruttori non hanno affrontato in maniera adeguata i rischi ambientali o il potenziale incremento del traffico causati dal limitato accesso all’isola. Si prevede che per ultimare il progetto occorreranno dai dieci ai vent’anni. Se si rivelasse riuscita, Treasure Island darà un grosso slancio all’economia di San Francisco e sarà uno dei progetti più rilevanti del paese.
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Last modified: 22 Luglio 2015