Allianoi (Turchia). La decennale battaglia per salvare la città termale romana di Allianoi dalla nuova diga di Yortanli che la sommergerà sotto 12-15 metri dacqua, è ormai agli sgoccioli, nonostante lingiunzione del tribunale abbia imposto di sospendere il progetto. Nelle scorse settimane gli operai al servizio dellAutorità statale per le opere idrauliche statali hanno tagliato gli alberi che circondano il sito del II secolo d.C., sorto a 18 km dallantica Pergamo sotto limperatore Adriano, e hanno iniziato a riempire la diga. Secondo quanto riportato da Ahmet Yarafl, direttore degli scavi ad Allianoi nonché importante figura nella lotta per la conservazione del sito, già a fine 2010 operai avevano rimosso «la copertura plastica posta sugli antichi bagni romani per proteggere la struttura dagli agenti naturali» e avevano ricoperto di sabbia le rovine. Questa decisione ha scatenato la reazione di diverse organizzazioni per la tutela del patrimonio come Europa Nostra, lInternational Council on Monuments and Sites (Icomos) e lAssociazione degli archeologi europei, che si sono duramente battute per la salvaguardia di Allianoi.
I progetti per una diga lunga 800 m risalgono alla fine degli anni ottanta, mentre la costruzione è partita nel 1998. Solo a lavori iniziati è stata condotta unindagine archeologica del sito. Gli scavi successivi hanno portato alla luce bagni termali, ponti, strade, case decorate con mosaici, oltre a centinaia di manufatti in vetro, ceramica e metallo.
Secondo Yarafl solo il 20% del sito è stato portato alla luce prima della sospensione degli scavi nel 2006 su ordine del Governo. Larcheologo ha dichiarato «illegali» i recenti comportamenti dellAutorità statale, richiamandosi alle ingiunzioni del tribunale che intimano la sospensione del progetto. Nel 2008 unorganizzazione non governativa locale ha portato il caso davanti alla Corte europea dei diritti umani, che deve ancora emettere una sentenza. «Vogliamo attirare lattenzione internazionale su Allianoi per evitare che una cosa del genere si ripeta in futuro», ha dichiarato Laurie Neale, portavoce di Europa Nostra. Orhan Sílíer. Trustee della History Foundation of Turkey e membro del consiglio di amministrazione di Europa Nostra, è convinto che gli enti che si occupano della tutela del patrimonio non siano in grado di opporsi a iniziative di questo tipo, sostenute politicamente e molto redditizie, intraprese dalle principali società di costruzioni del paese col sostegno economico delle banche locali e internazionali. Secondo Sílíer, inoltre, la realizzazione di dighe idroelettriche e centrali elettriche è una delle più gravi minacce al patrimonio culturale nella regione del Mar Nero, «soprattutto in Mesopotamia, dove i bacini fluviali sono stati per migliaia di anni importanti centri di civiltà», e aggiunge che altre città sono già state allagate in seguito alla costruzione di dighe, come Samsat, sommersa nellinvaso della diga Atatürk nel 1989. Linsediamento di Hasankeyf, nella zona sud-orientale della regione, risalente a diecimila anni fa, si trova in una situazione simile, minacciato dalla costruzione della discussa diga Ilisu. Neale sottolinea che non si tratta di un problema solo turco: «Ci sono diversi progetti di sviluppo edilizio in altri paesi di tutto il mondo che mettono in pericolo la tutela di siti importanti come Allianoi». Il ministero della Cultura turco non ha rilasciato dichiarazioni.
(Visited 136 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- L’integrazione dell’acqua nel workspace moderno: architettura, wellbeing e tecnologia 3 Agosto 2026
- Ritratti di città. Salerno, ritorno al futuro: meno Bilbao, più Montecarlo 1 Agosto 2026
- MoDusArchitects, progettare nella catastrofe 1 Agosto 2026
- SICIS, mosaici decorativi per gli spazi della nuova ospitalità 31 Luglio 2026
- Tbilisi perde le brocche 30 Luglio 2026
- Il ritorno dei centri storici 29 Luglio 2026
- La nuova identità turistica di Catania 29 Luglio 2026
- Fondazione Inarcassa, nuova governance: tuteliamo la professione aprendoci alla società 28 Luglio 2026
- Libri e abitare: suggerimenti per l’estate 28 Luglio 2026
- Ri_visitati. PAC di Ignazio Gardella: moderno, memorie, rinascite 27 Luglio 2026
- Architetture in azione 27 Luglio 2026
- Lucca fa Centro in centro. Con l’arte 27 Luglio 2026
- Genova, 25 anni dopo: spazio non più pubblico 26 Luglio 2026
- Paesaggio e tutele, la Sicilia si divide 26 Luglio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
biennale venezia 2018
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
docomomo
fiere
francia
genova
germania
IN/ARCH
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















