Visit Sponsor

Scritto da: Reviews

82 quartieri di edilizia pubblica italiana

L’espressione città pubblica è entrata nell’uso corrente nel corso degli ultimi dieci anni per indicare quegli interventi pubblici di edilizia residenziale che hanno costellato le città italiane nel corso del Novecento: dai primi interventi d’inizio secolo legati alla costituzione degli Istituti autonomi case popolari (Iacp), passando per i piani di edilizia pubblica del secondo dopoguerra, fino ai più recenti interventi di nuova costruzione e di recupero del patrimonio edilizio esistente. Negli ultimi anni l’indagine sulla città pubblica ha costituito uno dei filoni di ricerca più prolifici e interessanti sulla città italiana del XX secolo. Paola Di Biagi, coordinatrice delle ricerche riportate nel volume, si è dedicata con continuità a questi temi sin da metà anni ottanta e ha curato, tra l’altro, una ricerca sui piani Ina-Casa ripubblicata da Donzelli (La grande ricostruzione, 2001).
Città pubbliche riporta gli esiti di un progetto di ricerca nazionale che ha coinvolto, tra il 2006 e il 2008, studiosi, enti, soggetti locali e studenti sotto la responsabilità scientifica di sei università: i Politecnici di Milano e Bari, le Università di Palermo, Trieste, la Federico II di Napoli e la Sapienza di Roma. Una «comunità di persone», come viene definita nel volume, che ha messo a punto un’indagine progettuale su 82 quartieri di edilizia pubblica a Bari, Gorizia, Milano, Monfalcone, Napoli, Palermo, Roma e Trieste. Realtà tra loro molto diverse per dimensioni, quantità e qualità dell’intervento pubblico in materia di edilizia residenziale e per tradizioni di governo locale, ma che vengono tenute insieme da alcuni temi trasversali (soggetti, infrastrutture, ambiente, progettualità) in una sorta di catalogo tematico che ha il merito di costruire uno sguardo complessivo, ma non per questo omologante, sull’argomento. 
È significativo che, nel titolo, la città pubblica compaia al plurale: molteplici sono le immagini di città e i modelli di convivenza che stanno alla base dei diversi interventi, i contesti locali in cui s’innestano e costruiscono relazioni; molteplici sono gli approcci che hanno guidato i recenti progetti di riqualificazione. Tutta la struttura del libro è costruita su questa pluralità e privilegia forme descrittive (come l’atlante e il lessico) che esaltano la varietà delle fonti, delle interpretazioni, degli approcci progettuali: ne scaturisce quello che gli autori definiscono «un manuale del tutto sui generis» che propone «come atteggiarsi». 
Il libro guarda alla città pubblica soprattutto come a un laboratorio di progettualità. Sfata una serie di luoghi comuni («non solo periferia», «non solo pubblica», «non solo residenziale») e propone linee guida che suggeriscono di tornare a riflettere intorno al progetto dello spazio abitabile declinato alle sue diverse scale, con attenzione alla centralità e alla prossimità, al contesto e alle reti di welfare, agli abitanti e alle forme di convivenza, ai valori ambientali e ai dispositivi di sostenibilità urbana. Le carte di sintesi sugli otto casi esaminati forniscono un interessante colpo d’occhio sul ruolo svolto della città pubblica nella costruzione della città contemporanea e restituiscono quantità, localizzazioni, stagioni dei diversi interventi di edilizia residenziale nella loro relazione con i sistemi infrastrutturali e ambientali. Un campionario di manufatti, forme abitative, interazioni sociali che rappresenta, secondo gli autori, un «patrimonio comune» su cui vale la pena d’interrogarsi e un’occasione decisiva per la città del XXI secolo.

«Città pubbliche. Linee guida per la riqualificazione urbana», LaboratorioCittàPubblica (a cura di Paola Di Biagi, coordinamento generale, e Elena Marchigiani, coordinamento redazionale), Bruno Mondadori, Milano 2010, pp. 255, euro 28

Autore

(Visited 99 times, 1 visits today)

About Author

Share
Last modified: 10 Luglio 2015