Visit Sponsor

Scritto da: Città e Territorio

Uganda: chiuderà l’unico museo nazionale?

L’Uganda ha un unico museo nazionale, situato a poca distanza dal centro della capitale Kampala, a Kitante Hill. Le sue collezioni riflettono il passato multiculturale del paese e spaziano dalla documentazione delle culture indigene alle testimonianze dell’archeologia, della storia e del patrimonio naturalistico locale. Lo stesso edificio che ospita il museo ha una storia di grande interesse: risalente agli anni cinquanta, è opera dell’architetto e urbanista tedesco Ernst May, molto attivo in Africa orientale, cui si deve anche la pianificazione urbanistica di Entebbe, capitale amministrativa dell’Uganda in epoca coloniale. Eppure, questo simbolo dell’identità culturale ugandese è destinato a scomparire in tempi rapidi a causa della decisione presa lo scorso novembre dal ministero del Turismo, commercio e industria, che al suo posto intende costruire l’East African Trade Centre, un grattacielo di 60 piani che ospiterà un centro commerciale, gli uffici del ministero e, almeno così è stato promesso, la nuova sede del museo, cui dovrebbero essere riservati due piani.
I problemi sono molti e non di poco conto: prima di tutto la durata dei lavori di costruzione del grattacielo non sarà inferiore ai venticinque anni e in questo lasso di tempo il museo non avrà nessuna sede provvisoria. Il paese, in definitiva, non avrà più un museo nazionale e questo è il fatto più grave. In secondo luogo, come è stato obiettato dallo storico ugandese Ephraim R. Kamuhangire, ex capo del Dipartimento dei musei e monumenti, i due piani concessi al museo nel nuovo Trade Centre non possono assolutamente soddisfare gli standard internazionali indicati per gli spazi museali. Tra uffici e negozi, come si garantiranno la tranquillità e la sicurezza necessarie per lo svolgimento delle visite e delle attività didattiche? La direttrice Rose Mwanja teme, inoltre, che se finora il Museo ha sempre avuto scarsa considerazione da parte delle autorità ugandesi, «ci sarà la certezza che fra 10 o fra 30 anni esso avrà voce per rivendicare gli spazi promessi nel Trade Center, oppure sarà ormai un problema dimenticato?». 
Sebbene il ministero del Turismo continui a parlare di «modernizzazione» per giustificare la demolizione del museo, in realtà potrebbero essere scelti altri siti più adatti per erigere il Trade Centre, ed è per questo motivo che alcune organizzazioni non governative, tra cui Historic Resources Conservation Initiatives, Cross Cultural Foundation of Uganda, Historic Buildings Conservation Trust e Jenda Africa hanno citato in giudizio il Governo, in quanto il progetto sarebbe illegale e contrario alle disposizioni stabilite dai trattati internazionali in materia di beni culturali.

Autore

(Visited 39 times, 1 visits today)

About Author

Share
Last modified: 10 Luglio 2015