Curata dal critico Anthony Vidler, la mostra «Notes from the Archive: James Frazer Stirling, Architect and Teacher», propone uno sguardo sullintera carriera del controverso architetto scozzese (1924-1992) vincitore del Pritzker Prize nel 1981 e autore di famose e controverse opere tra cui la facoltà di Ingegneria dellUniversità di Leicester (1959-1963), la facoltà di Storia dellUniversità di Cambridge (1964-1967), la Olivetti Training School di Haslemere (1969-1972) in Gran Bretagna e la Galleria nazionale di Stoccarda (1977-1984). Organizzata dal Yale Center for British Art di New Heaven (Connecticut) e dal Canadian Centre for Architecture di Montréal, presenta oltre 300 disegni, modelli e fotografie originali provenienti dal fondo James Stirling/Michael Wilford custodito presso il Cca. Il libro pubblicato per loccasione da Vidler celebra questo archivio come testimonianza dei tentativi di Stirling di ampliare il linguaggio del modernismo, e malgrado non sia un catalogo della mostra, ne segue le tematiche. Inaugurata allo Yale Center for British Art lo scorso 14 ottobre (dove ha chiuso i battenti il 2 gennaio registrando oltre 11.000 visitatori), la mostra sarà ospitata dal 5 aprile al 21 agosto alla Tate Britain di Londra, proseguirà con altre tappe in Europa e approderà al Cca nella primavera del 2012. Di seguito pubblichiamo un estratto della recensione di Sarah Williams Goldhagen, comparsa il 17 dicembre su «The New Republic».
Limitata a una raccolta, la mostra non intende tanto essere una retrospettiva completa dellopera dellarchitetto quanto piuttosto illustrarne gli ultimi discontinui progetti. Più montata che curata, presenta alcuni suoi penosi fallimenti (il Wissenschaftszentrum di Berlino) e alcuni tra i suoi migliori lavori (Galleria nazionale di Stoccarda), con poche indicazioni sul significato dei progetti o sulle loro sostanziali differenze. Affascina tuttavia sia i visitatori specialisti che il pubblico in generale perchè non contiene solo il consueto e a volte noioso «menù» delle mostre darchitettura (disegni, schizzi, modelli) ma anche appunti, album da disegno, foto, progetti di quandera studente, diapositive della sua collezione nonché articoli, lavori e progetti di alcuni suoi contemporanei.
Linsieme dei materiali offre uno sguardo sui meccanismi mentali di uno degli architetti più attenti, innovativi e creativi della seconda metà del ventesimo secolo. Stirling cominciò a battersi con i fallimenti delle varie correnti del modernismo allora prevalenti fin da quando era studente. Nella tesi, infatti, aveva già individuato la sfida della sua generazione: reinterpretare e dare nuova forma agli obiettivi del modernismo per soddisfare le esigenze della città postbellica. E a partire da questi progetti giovanili trovò la soluzione che poi sarebbe diventata il suo principale contributo estetico. Anziché allestetica pulita e integrata, per lui esemplificata dalla piazza rinascimentale tradizionale, secondo Stirling gli architetti dovevano guardare allAcropoli di Atene, dove un insieme di edifici molto diversi tra loro illustra la peculiare identità e lo scopo di ciascuno, tutti accuratamente collocati in un rapporto spaziale dinamico ad animare i vuoti che li separano. È vero, anche Le Corbusier aveva indicato come esempio lAcropoli, ma soprattutto per il progetto degli edifici, non per lurbanizzazione moderna; e da quellestetica degli edifici larchitetto di origine svizzera non si distaccò mai, Stirling sì.
Le occasioni dimmergersi nelloceano di una mente sono rare. Le sezioni migliori di questa mostra aiutano il visitatore a farlo. Perchè, in buona parte della sua carriera, Stirling non è riuscito, più di una volta, a incanalare le sue innate curiosità e creatività nellarduo compito di creare una grande architettura? «Notes from the Archive» non offre una risposta, anzi, non pone neanche la domanda, ma gli accenni alle direzioni che modernismo e postmodernismo avrebbero potuto seguire dovrebbero bastare.
«Notes from the Archive: James Frazer Stirling, Architect and Teacher», a cura di Anthony Vidler, Tate Britain, Londra, dal 5 aprile al 21 agosto




















