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Scritto da: Città e Territorio

Altro cemento sul Circeo

Latina. 8.500 ettari, 22 km di costa con dune sabbiose, l’isola di Zannone, un promontorio roccioso di 541 m legato al mito della Circe, quattro laghi salmastri, la più grande foresta umida di pianura in Italia. Questo è il Parco nazionale del Circeo, nato nel 1934 per salvare dalla bonifica delle paludi pontine una parte dell’antica selva di Terracina. Sembra un paradiso, ma il Circeo è anche altro: circa 3.361 pratiche dei condoni del 1985 e del 1994 relative ad abusi edilizi nel Parco, oltre un centinaio di ettari di serre non autorizzate, a oggi 1.200.000 mc illegali, di cui 500.000 nel Comune di Sabaudia e 690.000 a San Felice Circeo. A marzo sono partiti i primi abbattimenti, con 12 demolizioni previste da un accordo istituzionale tra il l’ente parco, il Comune di Sabaudia e la Regione Lazio. A luglio è stata smantellata la darsena abusiva sul lago di Paola, con gli 11 pontili per 500 barche a motore. Pochi giorni dopo, per denunciare il rischio illegalità che ancora grava sulla zona, Goletta Verde ha assegnato la bandiera nera dei «nemici del mare» per la vicenda della lottizzazione abusiva «Il villaggio del parco» a Bella Farnia: progetto che prevedeva su un fondo agricolo di 12.000 mq l’edificazione di un complesso sociale per anziani e si è trasformato in 285 villette vendute a privati. Lungo la litoranea, le forze dell’ordine hanno poi scoperto una ventina di appartamenti abusivi realizzati in fascia altamente protetta, che sono stati sequestrati a inizio agosto. Vi è infine la vicenda del Ponte Rosso, costruito in epoca romana sul canale che defluisce dal lago di Paola verso il mare. Alcune amministrazioni, sebbene il ponte sia supervincolato, ne chiedono l’abbattimento, per consentire uno sbocco a mare ai cantieri Rizzardi (produttori di yacht con circa 500 occupati compreso l’indotto); il progetto è stato osteggiato a giugno dallo stesso ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Secondo il rapporto Mare Monstrum 2010 di Legambiente, il Parco del Circeo non è un caso isolato nel Lazio. Con 636 infrazioni accertate, 998 persone denunciate e arrestate, oltre a 486 sequestri lungo i suoi 365 km di costa, la Regione si piazza al sesto posto nella classifica del «mare illegale» in Italia. Numerose sono le vicende che conducono a tale quadro: dal residence abusivo Riviera d’Ulisse a Gaeta, al campeggio Holiday Village su area demaniale a Fondi, trasformato in un villaggio in muratura; dalle 12 ville abusive di via Biancamano a Sabaudia agli scarichi illegali a Ladispoli, Cerveteri e Ardea; dalla citata lottizzazione di Bella Farnia a Sabaudia a quella nella piana di Sant’Agostino a Gaeta. L’insieme di numeri impressionanti, intricati fatti e decennali storie giudiziarie racconta di un paese e di una regione dove il territorio non è percepito come bene da preservare; dove, in certi casi, gli aspetti culturali, sociali ed economici del territorio non riescono ad arginare le pressioni malavitose, come ricordano alcune vicende nella Provincia di Latina che riportano a Gomorra; dove non si trova una prospettiva di sviluppo duraturo ed è ancora attuale la lezione sulla scomparsa delle lucciole di pasoliniana memoria. In questo contesto non stupisce troppo la proposta dell’Assobalneari, ispirata da Paolo Portoghesi e in corso di approfondimento alla facoltà d’Ingegneria di Roma 3, di cinque isole artificiali al largo di Ostia: un’isola per gli appassionati di subacquea; una a ludoteca; una a beauty farm; una per il casinò; una come discoteca. E se ne aggiungessimo un’altra, magari abusiva?

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Last modified: 14 Luglio 2015