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Scritto da: Professione e Formazione

Los Angeles ripensa le Dingbat

Los Angeles Forum for Architecture and Urban Design ha recentemente annunciato i vincitori di «Dingbat 2.0», il concorso internazionale che ha visto architetti, designer e studenti impegnati a reinventare l’icona dell’architettura residenziale losangelina della metà del ventesimosecolo. Sono i volumi scatolari di due o tre piani, dalla facciata priva di finestre, che poggiano su colonne sottili ed esibiscono le auto parcheggiate nelle rientranze al pianterreno. Caratterizzate da tetti piani e muri di stucco con scritte ostentate ed esuberanti, le Dingbat hanno fatto la loro comparsa a metà anni cinquanta, rendendo omaggio all’automobile e offrendo un pezzo del sogno americano agli immigrati attirati in città durante il boom postbellico. Assai diffusi fino agli inizi degli anni Settanta, oggi questi edifici residenziali onnipresenti nel paesaggio urbano di Los Angeles hanno perso il fascino e la funzionalità del passato. Richiedendo l’indicazione di una serie di linee guida, la gara invitava a ripensare tale tipologia per usi contemporanei e futuri e per esigenze demografiche in costante cambiamento. Tra gli 80 partecipanti da 18 paesi, giudicati da accademici e teorici, architetti e urbanisti, per i professionisti hanno avuto la meglio Carmen C. Cham, James Black e Tyler Goss. Il loro progetto, intitolato «Microparcelizzazione» (sopra), suggerisce una rettifica ai piani urbanistici in modo da definire numerosi lotti più piccoli per «microcase» unifamiliari con cui sostituire la Dingbat: usando come riferimento le abitazioni realizzate a Tokyo su minuscoli lotti, i progettisti sono convinti che tale soluzione possa fare appello al sogno americano della proprietà. Tra gli studenti si sono invece imposti i Choripanes dell’Universidad Nacional del Litoral di Santa Fe, Argentina. La loro proposta (sotto) scompone la scatola della Dingbat per dar luogo a nuove forme spaziali che consentono un maggior accesso a luce e ventilazione; inoltre, è prevista la conversione del vialetto posteriore di servizio – un tratto comune a Los Angeles – in uno spazio pubblico curato condiviso. Tra le varie idee ricorrenti di molte proposte, la disintegrazione dell’edificio tradizionale in unità o moduli più piccoli, il maggior accesso al verde e un’attenzione particolare alle tematiche ambientali. Pochissime delle proposte vincenti, però, hanno offerto un’alternativa alle scritte o alle immagini elaborate che rappresentano l’elemento tipico delle Dingbat originali.

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Last modified: 14 Luglio 2015