Orvieto (Terni). Loccasione per la celebrazione di Lorenzo Maitani è la ricorrenza del settimo centenario di una disposizione del 1310 con la quale il Comune orvietano, sottolineando le molteplici competenze architettoniche e artistiche del maestro senese, nominava Maitani universalis caputmagister della fabbrica della cattedrale, conferendogli la cittadinanza e ipotecandone limpegno anche in altre imprese. La prima pietra delledificio era stata posta un ventennio avanti, nel 1290, e la costruzione doveva allora trovarsi a buon punto. Ciononostante, secondo alcune ipotesi storiografiche, nel primo decennio del xiv secolo si sarebbe verificata una «crisi» – per alcuni tecnica e di cantiere, per altri politica e istituzionale – che sarebbe allorigine della chiamata del Maitani. Il tenore del documento e altri indizi suggeriscono però che egli fosse già presente in città e avesse dato prova di sé. Di certo, nel ventennio assodato di direzione della fabbrica, larchitetto – che morì entro lestate del 1330 – determinò alcune caratteristiche salienti della chiesa, sia architettoniche, sia decorative. In assenza di un catalogo, il visitatore è introdotto da un buon apparato esplicativo. Lesposizione raccoglie un numero limitato di pezzi: tre disegni darchitettura e decorazione architettonica e tre sculture, cui si aggiungono alcuni registri provenienti dallArchivio dellOpera e dalla sezione orvietana dellArchivio di Stato di Terni. Poche opere, ma di eccezionale valore. Sono appunto presenti le due celebri pergamene con i progetti per la facciata, cosiddetti «monocuspidale» e «tricuspidale», tra i più antichi disegni darchitettura giunti sino a noi. Su di essi sussistono posizioni divergenti: sono stati alternativamente considerati prove di concorso, progetti a uso del cantiere, coevi e di mani diverse, frutto di ununica mente ma appartenenti a date differenti. Per la loro paternità i nomi più spesso ipotizzati sono quelli del senese Ramo di Paganello e, appunto, del Maitani. Il terzo disegno esposto riguarda invece la decorazione dellarea circostante il rosone. Il tradizionale riferimento alla fase federighiana della fabbrica, a metà Quattrocento, desta tuttavia perplessità, evidentemente avvertita anche dalle curatrici che hanno optato per una più cauta e «larga» indicazione: xiv-xv secolo.
Testimonianza dellattività del «Maestro sottile» – autore principale dei rilievi sul primo e sul quarto pilastro della facciata – sono i due splendidi crocifissi lignei policromati provenienti dalla sacrestia della cattedrale e dalla chiesa di San Francesco. Per lidentità storica dello scultore è stato più volte proposto il nome di Lorenzo. Il suo coinvolgimento diretto nella decorazione della facciata è daltra parte certificato da alcuni documenti che lo legano alla terza scultura in mostra, la «Maestà», originariamente collocata nel lunettone del portale centrale. Questa, dopo un lungo e complesso restauro, è stata parzialmente riassemblata presso il Museo dellOpera. Il gruppo polimaterico è composto da una Vergine col bambino lapidei e da un grande baldacchino sorretto da sei angeli, in bronzo. La statua principale si data per ragioni di stile a una fase precedente rispetto allinsieme bronzeo, per il quale le carte darchivio testimoniano lesecuzione dal 1325, durante la direzione del Maitani.
«MCCCX-2010. Omaggio a Lorenzo Maitani universalis caputmagister della Fabbrica del Duomo di Orvieto», a cura di Laura Andreani e Alessandra Cannistrà
Orvieto, Museo dellOpera del Duomo di Orvieto – Palazzi Papali, fino 13 novembre




















