«Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di unire come poco altro», afferma Nelson Mandela, il primo presidente sudafricano eletto democraticamente. Per il Sudafrica, i mondiali di calcio hanno avuto la potenzialità di lasciare uneredità durevole di miglioramenti in due settori cruciali: la reputazione internazionale e linfrastruttura urbana.
Con la sua rovinosa povertà, la disoccupazione diffusa, laltissimo tasso di criminalità e le scosse di assestamento dopo la transizione a stato democratico, il Sudafrica è il primo paese africano a ospitare il campionato mondiale. La comunità internazionale guarderà con occhio benevolo i progressi di questo stato. Porti ammodernati, sistemi di trasporto ampliati, strade rinnovate: di fatto i mondiali sono una scusa per realizzare importanti lavori pubblici.
I vantaggi infrastrutturali
A Johannesburg, Durban e Cape Town sono stati aperti nuovi aeroporti e ampliati i terminal. In ogni città ospitante sono in corso imponenti progetti stradali per migliorare laccesso e la circolazione. In molte città sono inoltre state aperte nuove stazioni ferroviarie.
Malgrado tutto, sono comunque stati sforati i budget, le scadenze e la fattibilità. Il principale progetto, il Gautrain, il collegamento ferroviario di 80 km nella provincia di Gauteng tra Johannesburg e Pretoria, è però lungi dallessere completato, scrive in un reportage «Le Monde». È stato affidato, nel quadro di un contratto di partenariato pubblico-privato, al consorzio Bombela (imprese Bouygues e Murray & Roberts), per il materiale e i lavori elettrici, lappalto è stato vinto dalla canadese Bombardier, mentre la società parigina Ratp sarà gestore per quindici anni. Ci sono anche partner sudafricani nel capitale del concessionario, in particolare (per il 25%) Strategic Partners Group, un fondo dinvestimento che riunisce 18 società del «black business» – vale a dire appartenenti esclusivamente a neri, alcuni dei quali vicini al governo – incaric ate di attuare il Black Economic Empowerment, un programma di discriminazione positiva. Il nuovo treno espresso permetterà di decongestionare la strada tra Pretoria e Johannesburg, ma il prezzo del biglietto lo renderà inaccessibile agli abitanti delle township.
Quanto ai trasporti ferroviari già esistenti, gli scarsi investimenti e il pessimo stato dellinfrastruttura fanno temere che lintero sistema passeggeri collassi entro un decennio.
Le città ospitanti del Sudafrica stanno creando anche parchi divertimenti da cui si potrà seguire le partite su megaschermi. Queste zone pubbliche sono viste come un modo per diffondere levento fuori dai confini degli stadi e per aprire i giochi a chi non può permettersi i biglietti. Sulla popolazione povera delle città tali strutture avranno un impatto maggiore degli spazi creati appositamente per i mondiali.
I mondiali, però, non saranno allaltezza delle alte aspettative economiche di molti. Se allinizio si sperava di attirare oltre mezzo milione di visitatori stranieri, le nuove previsioni parlano di circa 373.000 turisti.
Il libro di recente pubblicazione Player and Referee: Conflicting Interests and the 2010 FIFA World Cup (a cura di Collette Schulz Herzenberg, ISS Monograph Series No 169, aprile 2010), contesta alcuni investimenti del governo, gettando unombra sui mondiali e sugli sforzi del paese per dimostrare al mercato globale di essere una democrazia funzionante.
In totale il governo e le città ospitanti hanno speso oltre 5,2 miliardi di dollari in preparativi, ma resta da vedere quanto questo slancio reggerà e quanto il governo sudafricano saprà mantenere nel settore urbano gli investimenti per le migliorie.
Sopravvalutate le entrate
«I mali urbani del Sudafrica non saranno risolti entro il 2010», avverte il dottor Udesh Pillay, un ricercatore dello Human Sciences Research Council di Pretoria che ha trascorso cinque anni a studiare gli effetti che levento avrà sul paese. I risultati sono esposti in maniera dettagliata nel suo recente libro Development and Dreams: Urban Legacy of the 2010 Football World Cup. Secondo Pillay, se è vero che sono state create opportunità occupazionali, si tratta di lavori temporanei che hanno prodotto poco trasferimento di competenze. A suo avviso, anche se i mondiali incrementeranno il turismo, è improbabile che si riuscirà a superare lo 0,5 % del Pil né si debellerà la povertà o si contribuirà ad accelerare la fornitura dei servizi.
Patrick Bond, del Centre for Civil Society dellUniversità di KwaZulu-Natal, concorda con Pillay: «Dopo i mondiali sarà dura riempire il nuovo stadio Moses Mabhida Stadium fuori Durban. I padri della città hanno costruito una cattedrale nel deserto. Non stanno dando ai cittadini ciò di cui hanno bisogno».
Evashnee Naidu, direttrice provinciale dellassociazione per la tutela dei diritti umani Black Sash, ha detto che, pur apprezzando i progressi raggiunti in tutto il paese, lorganizzazione trova allarmante che non ci sia trasferimento di competenze. «Se in un cantiere un operaio si limita a sventolare una bandiera rossa dai tre ai sei mesi, in quellarco di tempo lo standard di vita suo e della sua famiglia aumenterà, ma alla fine dei lavori tornerà alla povertà, gravando ancora di più sulleconomia […] non credo che al Sudafrica sarà restituito quanto ha investito nei mondiali. Abbiamo costruito degli stadi, ma cosa ne sarà dopo?»
Secondo Isobel Frye, direttrice dello Studies in Poverty and Inequality Institute di Johannesburg, ai singoli non sono state date le competenze per cavarsela da soli, per produrre imprenditorialità. «Dal punto di vista delle infrastrutture, come ad esempio il Gautrain e la rete stradale, ci guadagneremo tutti, ma i vantaggi turistici sono ancora incerti».
Per Pillay, i mondiali contribuiranno a creare unidentità nazionale positiva, ma non unintegrazione duratura. Renderanno il paese maggiormente competitivo, ma non prima di avere più diritti fondamentali. Infine, creeranno strutture di livello globale per attirare i megaeventi del futuro, «ma è assai probabile che queste verranno enormemente sottoimpiegate».
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