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Scritto da: Città e Territorio

Bologna, tecnopolo alla Manifattura tabacchi

Il complesso della Manifattura tabacchi, realizzato tra il 1949 e il 1954 da Pier Luigi Nervi, dovrebbe ospitare nei prossimi anni il più grande tecnopolo dell’Emilia-Romagna, a seguito di un complesso processo di riqualificazione che si è avviato, con i primi indirizzi progettuali, da qualche mese. Si tratta di un complesso industriale dismesso dal 2007, di grandi dimensioni e potenzialità (anche grazie alla sua collocazione strategica, a nord del centro urbano, tra la tangenziale, un ramo ferroviario e la Fiera) che si estende su oltre 100.000 mq per più di 500.000 mc edificati. È uno dei tasselli in via di riconversione dell’ambito denominato «Bolognina Est», il quadrante della città felsinea più ricco di patrimonio industriale dismesso, incuneato nel tessuto di quartiere, per il quale l’amministrazione sta attuando piani di riqualificazione, ricorrendo anche a laboratori di urbanistica partecipata. Quello dell’ex manifattura è un complesso caratterizzato dal cemento armato che Nervi impiega con abilità, come dimostrano l’edificio delle «Ballette» (nella foto di M. Sacchetti), o i capannoni del deposito botti, con una copertura a volta costituita da grandi archi che sporgono sul rivestimento di tavelle in laterizio. Di proprietà della Regione (che l’ha acquisita per 19 milioni dalla multinazionale del tabacco Bat) l’area sarà riconvertita in previsione d’insediare enti e società di ricerca (tra cui l’Enea, alcuni nuovi laboratori di ricerca industriale dell’Università di Bologna e quelli dell’Istituto ortopedico Rizzoli), un centro per la comunicazione scientifica e vari servizi accessori (foresteria, commercio, ristorazione). Si conta su un investimento pubblico (150 milioni, provenienti dal POR del Fondo europeo di sviluppo regionale), con tappe di sviluppo forzate: per garantire l’operatività entro il 2013, stando alle intenzioni dei committenti, si prevede infatti di bandire un concorso internazionale di progettazione per la ristrutturazione dell’intero complesso entro l’inizio del 2010. Il concorso proporrà necessariamente di conservare e valorizzare gli edifici di Nervi, concentrandosi sulla trasformazione dei volumi interni e sulla sistemazione degli spazi aperti. Si tratta di una grande opportunità per Bologna sotto molti profili, non ultimo quello di un ripensamento del sistema delle attrezzature pubbliche dell’intero quadrante nord (in particolare il sistema di mobilità di massa), segnato da quasi due decenni di consistenti trasformazioni urbane ma ancora privo di un’identità complessiva e di un’accessibilità pubblica in linea con le funzioni insediate o pianificate.

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Last modified: 17 Luglio 2015