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Silvia VivianiWritten by: Città e Territorio

Territori competitivi, progetti di reti

La presidentessa dell’Istituto Nazionale di Urbanistica introduce il secondo Festival Città Metropolitane, a Napoli dal 6 all’8 luglio 2017. Al centro della riflessione, le realtà portuali

 

Ideato dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, il Festival promuove, racconta e accompagna la nascita e lo sviluppo delle città metropolitane italiane, ed è una concreta occasione per laboratori sociali e territori capaci, reattivi intorno a progetti e visioni. Dopo la prima edizione (Reggio Calabria, 2015, “nuove geografie per nuove città”), l’INU dedica il Festival 2017 alle capacità di traino delle CittàMetro per lo sviluppo del Paese tramite la pianificazione delle reti, nella dimensione euro-mediterranea.

Sarà un confronto a più voci sui compiti metropolitani per la promozione e gestione integrata delle infrastrutture materiali e immateriali, componenti dei piani territoriali e di quelli strategici, per territori sempre più competitivi a scala nazionale e internazionale, qualificati dal punto di vista ambientale, dell’abitabilità e della coesione sociale. Flussi di persone e merci, di energia e dati, di acque e rifiuti, materiali e immateriali, biologici e vegetali, attraversano le nostre città metropolitane in modo frammentario e sussultorio, in assenza di continuità, relazioni e intensità che possono renderle motori di sviluppo innovativo, attrattive e resilienti. Le città metropolitane si propongono, infatti, la «promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione» in una prospettiva di sviluppo strategico, dove le reti occupano un ruolo sempre più rilevante anche per i nodi intermodali e logistici, le grandi e piccole centralità, gli attrattori storici, culturali e ambientali, i cluster dell’innovazione scientifica e tecnologica.

La costruzione di un telaio integrato di infrastrutture di mobilità veloce e lenta, tecnologiche, energetiche, blu e verdi, costituisce un impegno ineludibile per il governo e per le città metropolitane, in quella prospettiva di Progetto-Paese che l’INU ha lanciato con il Congresso di Cagliari del 2016. In questo quadro il ruolo delle infrastrutture della mobilità, a partire da quelle ferroviarie e portuali, assume una rilevanza indiscutibile. Al centro della riflessione si pone il grande tema nazionale di ammodernamento, razionalizzazione e integrazione delle reti infrastrutturali come uno dei progetti per il Paese che l’INU intende promuovere e condividere con gli attori istituzionali, imprenditoriali e sociali. La strategia dei grandi corridoi ferroviari a scala nazionale ed europea, la riorganizzazione delle priorità realizzative relative alle grandi infrastrutture stradali, la nuova legge sulla portualità e la logistica, la Strategia energetica nazionale e l’Agenda digitale sollecitano una nuova governance multilivello di scala metropolitana.

La scelta della sede di Napoli per lo svolgimento del secondo Festival traguarda alle caratteristiche delle città portuali, la maggioranza delle città metropolitane italiane, nodi di un sistema infrastrutturale, territoriale e urbano con complesse esigenze di tipo economico, sociale, urbanistico, paesaggistico. Le strategie da mettere in atto devono garantire necessarie interazioni virtuose con le reti ecologiche, energetiche e della mobilità locale, nonché scelte efficaci per le relazioni fisiche e percettive tra città e porto, le connessioni dell’«ultimo miglio» e il ripensamento dei waterfront urbani, i rapporti tra porti, retroporti e interporti.

L’INU propone una nuova efficacia dell’integrazione tra politiche urbanistiche e politiche infrastrutturali e portuali, tra pianificazione urbanistica ordinaria, progetti di rigenerazione urbana e piani portuali: per programmare, in modo strategico, il ruolo e lo sviluppo dei porti italiani nell’ambito di macrosistemi economici e territoriali, veri e propri sistemi di rete; per consentire una pianificazione coordinata delle parti operative dei porti, delle aree di interazione porti-città, delle vie di accesso ai porti (stradali e ferroviarie) e delle aree logistiche retroportuali; per creare le condizioni per lo sviluppo dei waterfront urbani, come nel resto d’Europa; per risolvere i conflitti di competenza tra autorità di sistema portuali e amministrazioni comunali; per liberare risorse e aree per progetti di rigenerazione urbana, ampliando la nozione di economia del mare e di città portuale e collegandosi ai contenuti dei nuovi piani del mare. Non va dimenticato, infatti, che, con la definitiva entrata in vigore della Direttiva europea sulla pianificazione dello spazio marittimo (a supporto della Blue Growth), l’Italia dovrà dotarsi di un sistema di pianificazione spaziale del mare – in forte correlazione con la pianificazione urbanistica e territoriale ordinaria e settoriale – entro la fine del 2021.

 

Dove: Napoli 6-8 luglio 2017

Le parole chiave:
#innovazione (reti strategiche metropolitane e nuove forme di economia urbana)
#governance (strategie infrastrutturali europee, nazionali e metropolitane: una sinergia necessaria) 
#integrazione (città e aree portuali: sovrapposizioni, conflitti e integrazioni)

Il programma:
dialoghi e tavole rotonde tra i protagonisti della politica e della cultura
focus (approfondimenti, ricerche)

percorsi di sperimentazione e approfondimenti (call for papers, mostra)
punti di vista (trattazione dei temi)
orizzonti d’Europa (esperienze e pratiche a confronto)
loisir metropolitano (spettacoli, concerti e sapori metropolitani)

La call for paper: 
www.inu.it – scadenza 15 giugno

Autore

  • Silvia Viviani

    Nata a Firenze (1959), è presidentessa dell'Istituto Nazionale di Urbanistica, dopo essere stata vicepresidente nazionale dal 2011 al 2013. Titolare di uno studio professionale di architettura, urbanistica e pianificazione a Firenze, è progettista di piani strutturali e regolamenti urbanistici comunali, piani territoriali di coordinamento provinciali (tra i quali quelli di Siena e Grosseto), piani di centri storici e di parchi. Svolge attività di valutazione di piani e progetti. Si è occupata di valutazione in ambiti di ricerca quali il progetto Interreg IIIB Medocc “Evaluation Environnementale des plans et programmes – ENPLAN” (2003) e per l’Università di Firenze nel Programma d’area per la valutazione degli investimenti strategici nelle grandi aree urbane degradate (2006). Autrice di testi in pubblicazioni e riviste specializzate, è stata docente a contratto presso la Facoltà di Architettura di Firenze dal 2006 al 2009. Svolge attività formativa per enti locali e docenze in master post universitari e corsi di perfezionamento. È componente del gruppo vincitore del concorso per il recupero del complesso dell'ex ospedale militare San Gallicano a Firenze

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Last modified: 27 Aprile 2017