1. Personalmente, più che una relazione cerco dinstaurare un dialogo tra nuovo ed esistente sia a livello paesaggistico che nei confronti del costruito. La mia è una ricerca di un contrasto armonico da raggiungere attraverso la scelta dei materiali seguendo la linea dettata dalla Carta del restauro. Il restauro del Forte di Fortezza che ho realizzato per la Provincia di Bolzano ne è un esempio.
2. Non partecipo a molti concorsi. Prediligo quelli a curriculum in quanto il numero dei concorrenti è minore rispetto a quelli aperti e avendo alle spalle un percorso di un certo tipo le mie possibilità di vincere sono maggiori. In Alto Adige si fanno concorsi da venti anni, allinizio i partecipanti erano un numero limitato e lamministrazione pubblica era più attenta alle tradizioni, oggi i partecipanti sono troppi e si preferisce seguire le tendenze architettoniche.
3. Nella mia carriera ventennale ho avuto modo di lavorare in ugual misura sia con committenti pubblici che privati. Anche se ribadisco che oggi i concorsi pubblici sono scesi di qualità.
4. No. Non vedo un linguaggio comune come poteva essere per la scuola ticinese. Essendo la nostra una situazione di confine le influenze sono molte. Personalmente ho studiato in Italia e ho guardato molto allAustria e alla Svizzera sviluppando un mio percorso preciso. Altri miei colleghi si sono costruiti strade autonome, configurando cos? un panorama eterogeneo sia a livello formativo che di influenze.
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