Nellintroduzione critica al progetto, di Richard Ingersoll, si legge che pensando allItalia degli ultimi decenni vengono alla mente diversi aggettivi: caotica, nostalgica, corrotta, ingovernabile, decadente, volgare… A questa litania, e in antitesi alla condizione politica, questa proposta vuole aggiungere laggettivo «normale» per definire un paese in cui la gente vive, lavora, si impegna, e propone un Padiglione Italia in cui presentare progetti che si integrano nel paesaggio, mostrando unarchitettura che diventa eccezionale perché appare «normale». Lallestimento intende valorizzare la qualità degli spazi in cui accogliere i visitatori e il progetto. Le due grandi maniche comunicanti del Padiglione sono allestite come un brano di città al quale si accede da una piazza pavimentata con tavole di pioppo. Un muro in mattoni alto 3 metri e lungo 40, primo segno per i visitatori, pone al centro dellattenzione un materiale «povero» ma elegante, espressivo ed evocativo di memorie. Al di là del muro sono esposti progetti di 5 affermati architetti italiani, scelti per la loro ricerca affine ai principi che la proposta intende promuovere. Il secondo padiglione ospita invece una ventina di progetti di architetti di età compresa fra 30 e 50 anni, di cui 30% donne, rappresentativi di diverse regioni dItalia, a cui si chiede di immaginare un centro di studio e residenza per studenti nellarea dei magazzini Frigoriferi di Santa Marta a Venezia, un vuoto urbano del tessuto storico rappresentativo di una situazione molto diffusa nelle città italiane.
(Visited 100 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Arca, teatro, barca: la parata galleggiante sul lago di Mantova 15 Giugno 2026
- Dentro ad una nave. Gela rivela il suo relitto 15 Giugno 2026
- Riciclo e frammento al Maxxi: il ritmo del padiglione Rubato 15 Giugno 2026
- Città e guerre, relazioni pericolose 14 Giugno 2026
- Alessandra Latour (1943-2025), italiana nel mondo 14 Giugno 2026
- Kengo Kuma e il portico della cattedrale medievale 13 Giugno 2026
- Uli Hellweg: integrare, trasformare, prendersi cura 10 Giugno 2026
- Una grammatica biofila per la casa 9 Giugno 2026
- Venezia, Sanremo, Saint Vincent: i casinò italiani più noti 8 Giugno 2026
- Peter Zumthor in California, cemento autoreferenziale 7 Giugno 2026
- Proteggere un patrimonio, doppio: riapre il cannocchiale di Scarpa alla Gypsotheca 7 Giugno 2026
- I giochi creativi tra Achille (Castiglioni) e Bruno (Munari) 7 Giugno 2026
- Legno, riso e propoli: il padiglione delle api 6 Giugno 2026
- Elogio della verticalità. Perché i Tall Buildings servono 5 Giugno 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















