Il progetto individua un percorso alternativo che attraversi lItalia nella sua interezza scegliendo un collegamento di «continuità» tra alcune delle numerose strade statali che costituiscono il sistema venoso e capillare della nazione, per valorizzare sul piano turistico e culturale quelle piccole città che, trovandosi lontane dai flussi autostradali, sono poco conosciute. Lungo questa Strada Italiana, che si snoda dal confine nord, verso la Slovenia, fino alla punta salentina a sud, vengono individuati quattro macrocontesti (Città darte, Paesaggi della cultura, Parchi dellAppennino, Eredità della Magna Grecia) su cui sono chiamati a lavorare diversi progettisti per dare conto del senso dellesperienza di attraversamento offerta dallitinerario e metterne in luce le singolarità locali. I progetti, previsti come riadattamento o riciclaggio di strutture insediative preesistenti o come progettazione ex novo, sono declinati in porte di accesso, nodi locali, strutture evocatrici e strutture di accoglienza. Il padiglione è suddiviso in tre stanze, nella prima, «La Stanza delle parole» si proiettano brevi testi sul vivere nelle città italiane da parte di scrittori, pensatori e politici e si ascoltano le parole di tutti i progettisti coinvolti, nella seconda, «lItalia che cè», sono proiettati sia il percorso della strada sia i quattro macrocontesti oggetto dindagine e di progettazione, sulle pareti della terza stanza, «lItalia che vogliamo», sono invece proiettati i progetti.
Margherita Petranzan: Strada Italiana. Save Italy Save Quality




















