Lattesa partecipazione italiana allormai celebre competizione nata negli Stati Uniti nel 2002 è stata presentata l11 aprile a Roma dal team interuniversitario costituito da Roma Tre e La Sapienza. Med in Italy è ununità abitativa progettata prestando particolare attenzione alla difesa dal caldo senza trascurare la protezione dal freddo, reagendo al clima, caldo temperato, tipico della nostra penisola. Con una superficie di 47 mq, 2,7 m di altezza interna e 150 mq dingombro complessivo (ha un piccolo giardino), dovrebbe assolvere a una doppia funzione: cellula base per insediamenti sviluppabili sia orizzontalmente che verticalmente e possibile, con semplificazioni di finiture e arredi, «alloggio di prima accoglienza» rapidamente assemblabile in caso di calamità o emergenze (da sviluppare soprattutto per i costi, poco «sostenibili» per tutti i progetti di Solar Decathlon, che finora non hanno avuto grandi applicazioni).
Linvolucro, finestrato verso il giardino interno (esposto a sud) e parzialmente a ovest (con due aperture sulla sala da pranzo), è costituito da una doppia parete con intercapedine la cui aria destate può essere attivata per evacuare il calore accumulato. La parete interna, con struttura portante in legno, ha una massa costituita da sabbia (volano termico estivo e invernale), mentre lesterna, che protegge lunità in modo continuo eliminando i problemi dispersivi dei ponti termici, per controllare gli scambi di calore utilizza un «capotto» di materiali piroclasitci di facile reperimento locale (pomice, pozzolana, tufo o lapilli) allinterno di casseforme controventate di materiali rinnovabili intrecciati che ne lasciano a vista il contenuto. Secondo i calcoli di progetto, Med in Italy dovrebbe consumare ogni anno complessivamente poco meno del 30% di un edificio convenzionale medio di pari superficie (42 kWh/mq allanno contro i 157 ricavati da calcoli Enea), e produrre dai pannelli fotovoltaici in silicio monocristallino 11.400 kWh (con la possibile immissione in rete di 9.426 kWh). Il saldo positivo dovrebbe compensare in due anni lenergia primaria utilizzata per la produzione, il trasporto e lassemblaggio dei componenti del prototipo e servire successivamente per altri utilizzi, dallilluminazione del giardino alla potabilizzazione dellacqua. 3.900 kWh saranno inoltre prodotti con tecnologia fotovoltaica organica, che immetteranno in rete 1.926 kWh. Patrocinata dalla Città di Roma con lAgenzia CasaClima, ha il supporto (tutte le partecipazioni a Solar Decathlon coinvolgono le squadre anche nella ricerca di aziende pronte a investire nel prototipo), di Rubner, Pasquinelli, Autodesk, Pico e dellartista Massimo Catalani che affrescherà la parete interna del muro nord anche per inibire il suo utilizzo e massimizzare la funzione di accumulatore termico.
(Visited 59 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Peter Zumthor in California, cemento autoreferenziale 7 Giugno 2026
- Legno, riso e propoli: il padiglione delle api 6 Giugno 2026
- Elogio della verticalità. Perché i Tall Buildings servono 5 Giugno 2026
- Città (s)travolte: il fenomeno Airbnb in 5 numeri 4 Giugno 2026
- Narrare le città di oggi: politica e gratuità, fragilità e paure 3 Giugno 2026
- Roma Design Experience 2026: ISIA traccia le geografie del progetto 3 Giugno 2026
- Andrea Bruno e le “Possibili Torino”: il restauro come atto critico 3 Giugno 2026
- Jose Luis Vallejo: ricercare, rigenerare, rinaturalizzare 2 Giugno 2026
- Ottant’anni di vitalità. L’architettura italiana si celebra al Maxxi 31 Maggio 2026
- Il lavoro nuovo della Badoni di Lecco: officina di comunità 31 Maggio 2026
- In Scozia il giardino più bello: arte e austerità architettonica 29 Maggio 2026
- Alessandro Panci: qualità, specializzazioni e nuova legge urbanistica 26 Maggio 2026
- Marta Vall-llossera: gli architetti guideranno il cambiamento 26 Maggio 2026
- Anne Speicher: ridurre, riutilizzare, collegare 26 Maggio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















