Era stata inaugurata nel 1984 (su progetto degli architetti Walter Hanig, Heinz Scheid e Johannes Schmidt), ma ora ha già cambiato aspetto. Lo scorso 24 febbraio è terminata la ristrutturazione da capo a piedi della sede centrale della Deutsche Bank, lasciando inalterata la pelle esterna. Lintervento da 200 milioni, durato tre anni e resosi necessario per ladeguamento alle norme antincendio, ha visto il totale svuotamento degli interni inserendo nuove tecnologie per abbattere gli impatti ambientali e rendere più accoglienti gli spazi di lavoro. Lartefice è Mario Bellini (vincitore nel dicembre 2006 di un concorso a inviti), che ha condotto la ristrutturazione con lidea di rinnovare ledificio nel suo cuore, dotandolo di un grande portale dingresso: «Una volta entrati ci si trova subito in una vasta hall che, proprio come una piazza, è un luogo-chiave, grande e luminoso, alto 22 metri e penetrato in continuità dalle torri, visibili attraverso un soffitto trasparente di 18 metri di diametro. Le torri sono ora connesse tra loro grazie a una sfera di 16 metri formata da 55 anelli di acciaio, che sovrasta la piazza e si attraversa camminando lungo due ponti. Una sfida artistica e dingegneria, destinata a diventare il nuovo simbolo dinamico della Deutsche Bank». La sostenibilità delledificio si esprime attraverso le percentuali stimate: 67% di risparmio energetico per riscaldare, 55% di risparmio dellenergia elettrica, 74% di risparmio dellacqua e 89% di riduzione di emissioni di CO2, mentre il 98% dei materiali rimossi è stato riciclato. Al contempo, la ristrutturazione ha visto lattenzione del committente verso i suoi dipendenti: gli ambienti di lavoro si umanizzano attraverso una curata suddivisione degli spazi e una maggiore democratizzazione degli arredi, come per esempio le sedie con schienale alto non solo per i dirigenti, mentre la climatizzazione è gestibile da parte degli utenti, che possono ora aprire le finestre.
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