Cinque interpretazioni colte per luoghi densi di significato dove materiali, forme e colori si stratificano nelle pieghe di una storia non sempre benevola. Cinque esempi vicini per ricchezza e cura del disegno, per luso esperto degli elementi costruttivi e dei materiali e per una grammatica compositiva improntata al controllo del progetto alle diverse scale. Cinque casi in questo senso davvero giovani, concepiti e tracciati controllando il layout e il dettaglio, con la padronanza propria di una generazione già cresciuta con il disegno automatico e con tutta lattenzione (talvolta anche il gusto) per il particolare e la texture. Cinque architetture dove lidea di restauro è declinata soprattutto in termini di contrappunto e il paradigma compositivo consiste in un calibrato contrasto di tessiture, colori e materiali.
La triade vitruviana del restauro firmitas, utilitas, venustas (consolidamento, accessibilità, finiture) si presenta interpretata con generoso ricorso a linee e materiali moderni per rivestire o conformare elementi di rinforzo, scale di emergenza, impianti e biglietterie. Si conferma soprattutto la grande fortuna del costoso acciaio Cor-ten, che già lItalsider magnificava per le applicazioni architettoniche nel lontano 1966 e che, dopo il rame e le sue leghe, rappresenta oggi quasi un bene rifugio per gli architetti impegnati a disegnare pezzi nuovi in contesti storici. Gli oggetti non mancano di un certo fascino per disegno e fattura e riescono spesso a interpretare gli spazi, soprattutto quando la qualità e la capacità evocativa del contesto favoriscono un misurato affiancamento, come per la Torre di Porta Nuova allArsenale di Venezia e per il progetto del Forte Belvedere a Lavarone. Il difficile dialogo tra nuovo e vecchio (o addirittura antico) non è sempre facile a dispiegarsi, e linevitabile tranello insito nel tema del frammento è sempre dietro langolo. I due progetti iberici per il sito archeologico della Praça Nova a Lisbona e per il Castello di San Telmo a Siviglia sembrano in questo senso caratterizzarsi per un certo respiro nel disegno degli spazi, sebbene faccia capolino il dubbio che linterpretazione del dato storico sia limitata a un, pur garbato, trattamento dei resti.
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