Abbiamo raccolto la testimonianza di due architetti che, in base alla Legge speciale per le Olimpiadi invernali Torino 2006, hanno progettato con le verifiche in progress: Alessandro Zoppini (Zoppini Associati di Milano, progettisti del Palasport Oval) e Francesco Campobasso (ArchA s.p.a. di Torino, progettista, con Pierpaolo Maggiora e Arata Isozaki, del Palahockey). Secondo entrambi, lesperienza della valutazione in progress è stata sostanzialmente positiva, ma è opportuno segnalare alcune problematiche. La prima è relativa alla definizione del rapporto progettisti/verificatori. Per Zoppini «affinché ci sia vera collaborazione, vanno rispettati ruoli e competenze dei progettisti e della committenza. Il validatore non può sostituirsi al progettista e non deve mai fare il poliziotto, ciò vale per gli altri organi della committenza. Inoltre, occorre che la struttura di verifica sia qualificata almeno quanto quella di progettazione», mentre per Campobasso «se i ruoli sono inizialmente chiari non credo possano sussistere problemi oltre a quello, da parte del progettista, di accettare una forma esterna di controllo del proprio operato. La verifica va considerata come un supporto esterno che esuli dalle scelte progettuali e ne garantisca la validità attraverso un rapporto dialettico di confronto. Contrariamente, se si attua attraverso un giudizio critico, avulso dalle ragioni che determinano le scelte, non può che essere di garanzia unicamente per le stazioni appaltanti». La seconda problematica riguarda invece i tempi di progettazione e verifica. Secondo Campobasso «è fondamentale che lincidenza della validazione in progress venga tenuta in conto nella determinazione dei tempi da richiedere ai progettisti per lo sviluppo dei progetti. In altre parole, deve essere considerato come tempo di progettazione anche quello necessario al validatore per esaminare i progetti e rendicontare». Una terza osservazione riguarda infine la riduzione i contenziosi con lappaltatore, sulla quale entrambi sollevano qualche perplessità. Per Zoppini, in particolare, «gli errori progettuali potranno certamente diminuire, ma ciò non impedirà alle imprese di avanzare riserve e aprire contenziosi perché in qualche modo dovranno recuperare sui ribassi offerti. Questo continuerà a esserci anche con la validazione in progress».
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