Berlino. L8 giugno il Senato ha approvato il piano edilizio (Bebauungsplan) per la prima porzione della futura Europacity che, estesa su unarea di circa 40 ettari, si appresta a divenire uno dei più importanti poli di sviluppo urbano nei prossimi quindici anni. Centralissima, Europacity dovrebbe sorgere a breve distanza dal quartiere governativo e dal parco del Tiergarten, a ridosso della stazione centrale. Proprio sfruttando gli enormi vuoti che il Novecento le ha lasciato in eredità, ma che hanno caratterizzato anche la storia prebellica di una città cresciuta per successive addizioni, Berlino è una delle pochissime capitali mondiali che può ancora svilupparsi al proprio interno. Come rimarca la senatrice allo Sviluppo urbano Ingeborg Junge-Reyer, il sito è, «tra le periferie urbane, quella che più di tutte è rimasta fuori dalla ricostruzione postunitaria, offrendosi adesso come area pressoché libera da vincoli e restrizioni legate a una precedente edificazione». Solo nel 1996 la riapertura dellHamburger Bahnhof, situata allestremità sud-orientale dellarea dintervento e riconvertita in una delle più importanti strutture espositive darte contemporanea della città, ha dato nuovo impulso alla riappropriazione di questa terra di nessuno fino al 1989 ubicata a ridosso del muro e utilizzata unicamente come scalo ferroviario e deposito merci. Il museo è uno degli elementi chiave di cui tiene conto il progetto per Europacity/Heidestrasse, che colloca nei suoi immediati dintorni funzioni legate alla fruizione dellarte contemporanea. Adottato nel maggio 2009 (secondo la versione proposta dallo studio Astoc di Colonia in collaborazione con Studio Urban Catalyst), il masterplan è lesito di un articolato iter iniziato nel 2006 e impostato su una proficua collaborazione tra amministrazione pubblica, progettisti e i principali proprietari dei lotti: limmobiliare Vivico e la Deutsche Bahn. Assecondando il principio della commistione tra le funzioni, esso prefigura un alto numero di uffici (il 58% dei complessivi 610.000 mq di superficie lorda prevista) disposti lungo la Heidestrasse, controbilanciato da circa 1.800 nuove abitazioni localizzate prevalentemente lungo il canale navigabile di collegamento tra il porto fluviale Humboldt e Nordhafen, i due specchi dacqua che costituiscono i limiti naturali dellintervento. Assieme alla riconfigurazione dellex aeroporto di Tempelhof, Europacity costituisce per Berlino la più grande occasione di rilancio delledilizia. Il momento appare propizio: linteresse di grandi gruppi imprenditoriali (tra cui anche il colosso farmaceutico Bayer-Schering, che nel marzo scorso ha approvato un significativo piano di ampliamento della propria sede posta in continuità con il lato nordorientale di Europacity) si affianca difatti alla recente crescita della domanda di alloggi che, come segnala uno studio pubblicato in agosto a cura dellUnione dei costruttori (Bauindustrieverband Berlin-Brandenburg), sarebbe dovuta sia alle poche residenze realizzate ex novo negli ultimi dieci anni, sia al riacutizzarsi della speculazione sulle locazioni, fenomeno preoccupante in una città dove l87% degli abitanti vive in affitto. Nel frattempo, il 14 luglio ha avuto inizio lo scavo di fondazione del primo edificio di Europacity: una torre di 69 metri che, a pochi passi dallingresso settentrionale della stazione centrale, ospiterà il quartier generale della multinazionale Total.
(Visited 190 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Una grammatica biofila per la casa 9 Giugno 2026
- Peter Zumthor in California, cemento autoreferenziale 7 Giugno 2026
- I giochi creativi tra Achille (Castiglioni) e Bruno (Munari) 7 Giugno 2026
- Legno, riso e propoli: il padiglione delle api 6 Giugno 2026
- Elogio della verticalità. Perché i Tall Buildings servono 5 Giugno 2026
- Città (s)travolte: il fenomeno Airbnb in 5 numeri 4 Giugno 2026
- Narrare le città di oggi: politica e gratuità, fragilità e paure 3 Giugno 2026
- Roma Design Experience 2026: ISIA traccia le geografie del progetto 3 Giugno 2026
- Andrea Bruno e le “Possibili Torino”: il restauro come atto critico 3 Giugno 2026
- Jose Luis Vallejo: ricercare, rigenerare, rinaturalizzare 2 Giugno 2026
- Ottant’anni di vitalità. L’architettura italiana si celebra al Maxxi 31 Maggio 2026
- Il lavoro nuovo della Badoni di Lecco: officina di comunità 31 Maggio 2026
- In Scozia il giardino più bello: arte e austerità architettonica 29 Maggio 2026
- Alessandro Panci: qualità, specializzazioni e nuova legge urbanistica 26 Maggio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















