Un sito di circa 610 ettari a ovest del comprensorio metropolitano torinese tra il torrente Sangone a sud e la collina morenica a nord (verso il comune di Rivoli). Un passato segnato dallattività di due tra le aziende chimiche più inquinanti del Piemonte: le ex Oma e Chimica industriale che per oltre 40 anni hanno contaminato le acque del Sangone e compromesso grosse porzioni di terreno con il trattamento di oli e solventi. Mentre dopo il loro fallimento (e una serie di azioni da parte di comitati di cittadini) è stata avviata la bonifica finanziata dalle amministrazioni locale, provinciale e regionale, giunge ora a conclusione il concorso internazionale didee a partecipazione aperta e in fase unica bandito dal Comune di Rivalta (con il coordinamento della Fondazione dellOrdine Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Torino e di concerto con lEnte parco del Po torinese) per la riqualificazione dei siti dismessi e per la valorizzazione dellintero ambito paesaggistico. Su 27 raggruppamenti per oltre 130 partecipanti tra architetti, ingegneri, paesaggisti, agronomi e botanici, il primo premio (7.000 euro) è andato al gruppo guidato da Paolo Chiattone (con Giuseppe Carità, Alfonso Squitieri, Matteo di Martino, Tiziana Bolla, Maria Corte e Paolo Pasquetti; nel disegno), davanti a quello guidato da Aldo Porcellana (5.000 euro) e a quello di Roberta Ingaramo (3.000 euro). Ora lamministrazione comunale, che sta acquisendo le aree, si riserva la facoltà di conferire lincarico per la redazione dello studio di fattibilità finalizzato al riuso dei siti industriali dismessi, ed eventualmente successivi livelli di progettazione. Lipotesi auspicabile per le future trasformazioni dellarea va nella direzione della costituzione di un parco agricolo per lintero comprensorio (www.omachimica.com).
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