Allatto dellinsediamento, il nuovo Consiglio dellOrdine degli architetti di Torino ha deciso di avviare una riflessione sulla professione, sulla sua tutela e sulla sua promozione nel corso del seminario svoltosi il 7 novembre scorso a Pracatinat (Torino). E lha fatto rivolgendosi a una platea assai ampia di architetti operanti in diverse situazioni professionali e portatori di altrettanto diverse esperienze: un seminario in cui circa 70 persone si sono interrogate sugli aspetti relativi al quotidiano operare e sugli effetti e le prospettive che potranno essere tracciate una volta superata la fase più complessa della crisi che contrassegna oggi le economie sviluppate.
La riflessione ha riguardato il modello produttivo italiano caratterizzato da un soprannumero di attori (soprattutto se confrontato con altre nazioni europee) organizzati in una miriade di strutture di piccole e piccolissime dimensioni da cui derivano condizioni di concorrenza ormai inaccettabili: si tratta di un modello che fatica a reggere il mercato locale, che non regge il confronto sovranazionale e non è in grado di cogliere le opportunità che il processo ineludibile della globalizzazione sta comunque offrendo. È necessario favorire processi aggregativi per permettere ai progettisti italiani di competere, anche a livello internazionale, mantenendo standard di qualità elevati nei prodotti offerti: uno strumento può essere offerto da sistemi di reti «cooperative» in grado di stabilizzare forme di collaborazione tra strutture diverse e in grado di veicolare esempi di buone pratiche e di conoscenze importanti per costruire nuovi strumenti necessari per le esigenze di un mercato sempre più complesso e articolato. Un mercato, nazionale e internazionale, che richiede professionisti abilitati a sviluppare, coordinare e governare scenari complessi nei settori delle trasformazioni territoriali, delledilizia, delle energie rinnovabili, dellimmagine e del design: sono i nuovi scenari che si stanno delineando e che devono trovare risposte in un mondo professionale qualificato e attrezzato anche sotto il profilo operativo.
E allora viene riconosciuta unimportanza «strategica» alla formazione universitaria e professionale per dar corpo a un sistema progettuale e produttivo che possa misurarsi con tutte le forme dellinnovazione e che sia in grado di affrontare, con una sufficiente dotazione culturale e scientifica, la competizione internazionale: se è fondamentale che luniversità provveda a evolversi indagando seriamente le nuove esigenze della professione e strutturandosi di conseguenza, è altrettanto importante che il mondo degli architetti (e non solo!) affronti, con regolarità, percorsi di formazione e di qualificazione traendone riconoscimento, in termini di crediti formativi, da spendere ad esempio in occasione di bandi di gara, di concorsi o altre forme similari. Investire sulla conoscenza, come riconosciuto da molti partecipanti al seminario, è il principale strumento per combattere gli effetti più devastanti della crisi che il nostro sistema sta vivendo, ed è lunico mezzo a disposizione per poter ripartire quando i segni della ripresa diverranno più solidi e concreti. Nei tanti approfondimenti in cui lattività seminariale si è organizzata, particolare attenzione è stata posta alla funzionalità della pubblica amministrazione che costituisce un naturale interlocutore dellattività professionale e non sempre è caratterizzata da valori «positivi»: viene delineato un percorso «collaborativo» che, a partire dalla comune definizione di iter amministrativi per poter preventivamente risolvere i possibili nodi ostativi a un lineare rapporto, prefiguri anche vere e proprie forme di cooperazione istituzionale su questioni di interesse professionale generale.
Si è trattato di un seminario che ha consentito di delineare una vera e propria piattaforma programmatica che verrà a caratterizzare lattività del neonato Consiglio dellOrdine degli Architetti di Torino, ma che più in generale sarà un patrimonio che verrà trasferito ai vari livelli istituzionali per costruire azioni a sostegno di un sistema della professione che può contribuire al superamento dellattuale crisi.
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