ROTTERDAM. Dopo anni di attesa il 18 novembre scorso ha avuto luogo la cerimonia per lavvio dei lavori del mastodontico edificio progettato dallo studio Mvrdv che dà vita al primo mercato coperto olandese. 100 stand previsti per un totale di 4.600 mq saranno coperti da un arco di 228 appartamenti, negozi, spazi di ristorazione e parcheggi. Un edificio multifunzionale che ha dovuto far fronte a problematiche riguardanti lisolamento acustico e la privacy per gli spazi residenziali: risolte in parte con minime aperture sulla hall del mercato, gli appartamenti dispongono di ampi balconi sul lato esterno per godere della vista sulla città in prossimità delle case cubiche di Piet Blom e dei nuovi edifici come la torre appena terminata di Hans Kollhoff.
Unopera ambiziosa dunque, con un budget di 175 milioni di cui 72 finanziati dalla Municipalità e 8 già sborsati dalla società Provast, developer del progetto. Nonostante però il via libera del Comune sia stato ottenuto nel 2006, lopera è rimasta ferma, ingarbugliata nella crisi dei crediti e nel mancato soddisfacimento degli interessi di tutte le parti in causa. Nellagosto scorso infatti si era registrata una netta battuta darresto dovuta alla rinuncia da parte del maggior investitore Vesteda al finanziamento di 30 milioni per quanto riguarda la quota di appartamenti in affitto, che secondo uninchiesta del quotidiano «De Telegraaf» sarebbe dovuta alla decisione della società dinvestimento Rodamco di ritirare parte dei fondi stanziati. Le motivazioni della società immobiliare Vesteda – come dichiarato una settimana prima della cerimonia dinizio lavori – decisa a rescindere il contratto con Provast, risiedono nella convinzione della poca trasparenza delloperazione di sostituzione di Rodamco (solo per quanto riguarda il finanziamento degli stand, mentre viene mantenuta la partecipazione per i negozi e i servizi di ristorazione) con una società costituita ad hoc da Provast. Inoltre, secondo la società immobiliare il basso rendimento economico che avrebbe lo spazio mercatale e il conseguente crollo del valore degli appartamenti sarebbe poco vantaggioso. Ma Provast, che ha già proceduto legalmente contro Vesteda incassando una sentenza a suo favore in primo grado, annuncia limpossibilità di rescindere il contratto. Provast ha dichiarato che dietro le scusanti della bassa qualità denunciata delle abitazioni ci sia invece leccessivo numero di appartamenti in affitto in Rotterdam già nel catalogo di Vesteda, che unita alla crisi economica attuale metterebbe in difficile posizione la società immobiliare. Esattamente il giorno dopo il party del «break ground», ha avuto inizio il processo in secondo grado.
(Visited 75 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Speciale Giornata mondiale dell’acqua 2026 15 Aprile 2026
- Nuovi, celebrati, già demoliti. La strana parabola dei parcheggi di Christian Kerez 14 Aprile 2026
- Quo vadis architetto? Antoni Gaudí, visioni tra passato e futuro 14 Aprile 2026
- Mario Carrieri (1932-2026) 14 Aprile 2026
- Il concorso per il Corso. Vicenza e l’ex Cinema, futuro hub culturale 11 Aprile 2026
- Ritratti di città. Jakarta, capitale (la più grande) che affonda 11 Aprile 2026
- Vivere sul confine. Dove una linea divide le case, e una biblioteca unica 8 Aprile 2026
- Lella e Massimo Vignelli, la chiarezza di traiettorie trasversali 8 Aprile 2026
- DDL sul Codice edilizia, i rischi nelle osservazioni dell’INU 8 Aprile 2026
- Torino, un Piano di regole, ma soprattutto di governo 7 Aprile 2026
- Libri (esigenti e provocatori) per capire l’Italia 6 Aprile 2026
- Maxxi, laboratorio urbano in continuo adattamento 5 Aprile 2026
- Progetti e conflitti: a Bologna il caso MUBA. Ma non è il solo 1 Aprile 2026
- Ennio Brion (1940-2026) 1 Aprile 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
firenze
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata





















