BARCELLONA. Dopo sette anni di lavori e cinque di ritardo, il 13 dicembre è stata effettuata la prima corsa della nuova linea 9 della metropolitana: 3,9 Km dei 47,8 totali previsti, che renderanno la L9 la linea sotterranea più lunga dEuropa.
Linaugurazione delle prime cinque fermate nel Comune satellite di Santa Coloma è dunque solo una piccola parte dellopera mastodontica concepita quasi quarantanni fa; ma è solo nel 1999 che la Generalitat mette mano allambizioso progetto della circonvallazione sotterranea che interrompe la radialità del resto del sistema metropolitano barcellonese, includendolo nel Piano direttore infrastrutturale 2001-2010. La L9 si snoderà attraverso i comuni di Santa Coloma, Badalona, Barcellona, LHospitalet e El Prat de Llobregat, unendo punti nevralgici come laeroporto, la stazione Tav della Sagrera, la Fiera, lampliamento della zona portuale, la Città della Giustizia e il campus universitario sulla Diagonal. 52 fermate, 20 delle quali consentiranno il collegamento con altri sistemi di trasporto in superficie e non. Per la realizzazione della L9 sono state impiegate tecnologie particolarmente innovative: in primis lelevato livello di automazione che prevede, tra le altre cose, che i treni viaggino senza conducente, guidati da un centro di controllo remoto, e che consente la sincronizzazione tra i convogli e gli ascensori di accesso alle banchine.
La costruzione della L9 è stata, ed è tuttora, condizionata da tre fattori: la profondità e il tipo di suoli; lintersezione con le altre linee della metropolitana e degli altri mezzi di superficie; lalta densità abitativa delle zone che attraversa. Nellimpossibilità di concepire una linea di tipo tradizionale, sono state previste tre tipologie di stazione: 30 a forma di pozzo cilindrico situate a una profondità compresa tra 30 e 70 m, con un vestibolo superiore e uno inferiore collegati tra loro mediante scale mobili e grandi ascensori panoramici ad alta velocità sincronizzati con larrivo dei treni. In questo caso le banchine si trovano allinterno del tunnel dove circolano i treni, che viaggiano su due livelli sovrapposti.
Saranno 17 le fermate di tipo convenzionale, dove i treni viaggeranno in parallelo. Nella Zona franca, le cinque fermate saranno invece allaperto con pensilina centrale che separa i due binari. Per una maggiore sicurezza, tutte le fermate saranno dotate di vetrate che si apriranno solo allapertura delle porte dei treni.
Secondo le previsioni saranno circa 350.000 gli utenti giornalieri della nuova linea che dovrebbe essere completamente operativa nel 2014. Si tratta senza dubbio del progetto infrastrutturale in cui il Governo catalano ha investito di più negli ultimi anni: 6,5 miliardi. Per il momento, le perforazioni proseguono senza interruzione. In breve sarà aperto il tratto di Badalona e allinizio dellestate sarà agibile il nodo Sagrera-Meridiana.
(Visited 79 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Uli Hellweg: integrare, trasformare, prendersi cura 10 Giugno 2026
- Una grammatica biofila per la casa 9 Giugno 2026
- Venezia, Sanremo, Saint Vincent: i casinò italiani più noti 8 Giugno 2026
- Peter Zumthor in California, cemento autoreferenziale 7 Giugno 2026
- Proteggere un patrimonio, doppio: riapre il cannocchiale di Scarpa alla Gypsotheca 7 Giugno 2026
- I giochi creativi tra Achille (Castiglioni) e Bruno (Munari) 7 Giugno 2026
- Legno, riso e propoli: il padiglione delle api 6 Giugno 2026
- Elogio della verticalità. Perché i Tall Buildings servono 5 Giugno 2026
- Città (s)travolte: il fenomeno Airbnb in 5 numeri 4 Giugno 2026
- Narrare le città di oggi: politica e gratuità, fragilità e paure 3 Giugno 2026
- Roma Design Experience 2026: ISIA traccia le geografie del progetto 3 Giugno 2026
- Andrea Bruno e le “Possibili Torino”: il restauro come atto critico 3 Giugno 2026
- Jose Luis Vallejo: ricercare, rigenerare, rinaturalizzare 2 Giugno 2026
- Ottant’anni di vitalità. L’architettura italiana si celebra al Maxxi 31 Maggio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















