Il progetto M9 e la sfida di Fondazione di Venezia per la riqualificazione di Mestre

by • 17 aprile 2015 • Progetti3385

M9, nato per volontà di Fondazione di Venezia, ente privato senza finalità di lucro volto al miglioramento della qualità di vita e alla promozione sociale e culturale della collettività veneziana, è un progetto culturale e di rigenerazione urbana ispirato alle più recenti esperienze internazionali e si propone quale esperimento di elaborazione di un nuovo standard museale applicato a un tema importante: come raccontare oggi le storie del Novecento.

Con una data di apertura prevista per la seconda metà del 2017, M9 sarà un centro in cui qualità architettonica, servizi innovativi e nuovi spazi collettivi coroneranno un’istituzione culturale di nuova concezione, capace di offrire un palinsesto culturale ricco, vario e attento alle istanze di pubblici differenti. Un luogo aperto e partecipato, in cui convivono passato e futuro, tradizione e innovazione, storia e visione.

M9 non sarà un museo inteso nel senso consueto e tradizionale del termine, né un mero contenitore espositivo, ma piuttosto una macchina editoriale e redazionale in continua evoluzione con la missione di far conoscere il passato, incoraggiare la comprensione del presente e consolidare la fiducia nel futuro, portando i suoi visitatori a sentirsi parte attiva e responsabile della comunità in cui vivono.
A questi tre obiettivi sono stati associati i tre principali spazi che dal punto di vista architettonico esprimono la tripartizione del progetto culturale di M9, il cui sistema di offerta si articolerà in tre elementi, complementari ma distinti:

M900, l’esposizione permanente, che riconoscerà e comunicherà la grandezza di quanto è avvenuto nel corso del XX secolo;
MAMA, l’auditorium, la mediateca e l’aula didattica che contribuiranno a rafforzare la funzione formativa di M9;
M000, lo spazio espositivo che ospiterà mostre temporanee incentrate sui temi emergenti delle scienze, delle tecnologie, dei media e delle industrie creative, destinate a spalancare nuove finestre sul futuro.

La struttura innovativa dell’allestimento, caratterizzata da applicazioni e installazioni interattive e immersive ad alto contenuto tecnologico, trova rispondenza nella progettazione architettonica, dove M9 recupera e valorizza un importante edificio storico, da oltre un secolo inaccessibile al pubblico, per offrire un centro vivo e fruibile dalla cittadinanza.
La ristrutturazione dell’area permetterà di rilanciare attività commerciali e ricreative, e il coinvolgimento degli architetti di fama internazionale Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton, noti per la progettazione museale e per la sensibilità nei confronti del contesto e delle preesistenze, assicura un segno architettonico importante, attento all’impatto ambientale, alla sostenibilità energetica, alle esigenze di ogni tipo di pubblico, nonché la rivalutazione dell’aspetto e della percezione dell’area.
In particolare, l’attento studio del contesto urbano ha permesso agli architetti di definire nuovi spazi pubblici, attraversamenti e percorsi pedonali che garantiscono la permeabilità e la fruibilità dell’area: tutte le percorrenze, nell’area di M9, sono state infatti concepite come un’unica superficie pavimentata in pietra, permettendo ai passanti e ai visitatori di muoversi in uno spazio privo di interruzioni.
M9 sarà quindi un centro di interpretazione, un polo di produzione culturale vivo, capace di stimolare il senso critico del visitatore portandolo a interrogarsi su quanto succede oggi e su quanto potrà accadere domani:  la centralità dei contenuti in formato digitale (immagini fisse e in movimento, ricostruzioni 3D, realtà aumentata, suoni e voci, ecc.) consentirà di aggiornare e modificare periodicamente le installazioni, che potranno essere integrate e arricchite dai visitatori attraverso strumenti web 3.0.

Per questo M9 non è e non sarà solo un progetto per il rilancio della qualità architettonica e urbana della terraferma veneziana, ma anche per lo sviluppo civile, economico e sociale dell’area metropolitana, per la crescita culturale e l’affermazione internazionale di un’intera città.

E di un intero territorio.


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